TY  -  JOUR
AU  -  Amici, Elisabetta
AU  -  Salustri, Alessandro
AU  -  Trambaiolo, Paolo
AU  -  Posteraro, Alfredo
AU  -  Auriti, Antonio
AU  -  Coletta, Claudio
AU  -  Natale, Enrico
AU  -  Pino, Paolo G.
AU  -  Terranova, Antonio
AU  -  Zuppiroli, Alfredo
AU  -  Gambelli, Giancarlo
T1  -  Il prolasso valvolare mitralico
PY  -  2006
Y1  -  2006-01-01
DO  -  10.1714/697.8006
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  7
IS  -  1
SP  -  4
EP  -  22
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/697.8006
N2  -  Il prolasso valvolare mitralico (PVM) ancora oggi rappresenta un problema cardiologico complesso in alcuni suoi aspetti, che traggono generalmente origine da inquadramenti clinici non chiari.<BR>Vengono esaminati i principali aspetti di questa patologia, a partire dalle sue dimensioni epidemiologiche e dall’incidenza di complicanze cardiovascolari e aritmiche, molto diversa nelle varie casistiche perché condizionata da importanti “bias” nella selezione dei pazienti e nell’interpretazione dei dati. La definizione stessa di prolasso mitralico ha avuto a lungo contrapposte due accezioni prevalenti, quella “cardiochirurgica” e quella “cardiologica”.Quest’ultima, attualmente più diffusa nella comunità medica, identifica il PVM come la protrusione di tutto o parte dei lembi mitralici in atrio sinistro in relazione all’anello, indipendentemente dal fatto che sia mantenuta la coaptazione dei lembi. Pertanto l’insufficienza mitralica viene considerata una delle possibili complicanze, insieme a quelle aritmiche sia sopraventricolari che ventricolari. Si tratta per lo più di aritmie non minacciose, la cui incidenza aumenta se il PVM si associa ad insufficienza mitralica e se la valvola presenta fenomeni degenerativi mixoidi.<BR>L’inquadramento diagnostico del PVM si basa oggi unicamente sull’esame ecocardiografico, che può fornire dettagli anatomo-funzionali della valvola malformata utili sia per una corretta diagnosi, sia per la più appropriata correzione chirurgica. Dopo un iniziale riepilogo delle principali caratteristiche anatomiche della valvola mitrale normale, si esaminano i piani di scansione transtoracici e transesofagei per lo studio della mitrale in generale e quelli più idonei alla diagnosi di PVM. Vengono quindi descritti i criteri ecocardiografici diagnostici e considerato anche il contributo aggiuntivo della ricostruzione tridimensionale della valvola, soprattutto in termini di localizzazione morfologica delle alterazioni.<BR>La scelta del “timing” chirurgico della correzione scaturisce dall’integrazione dei dati noti della storia naturale della patologia, dalla clinica, dal grado di insufficienza valvolare e dalle alterazioni cardiovascolari secondarie al vizio valvolare. Nel contesto dell’atto chirurgico riparativo valvolare, si inserisce l’importante contributo dell’ecocardiografia transesofagea che, nelle fasi pre- e postoperatorie, fornisce al chirurgo dettagli anatomici, riscontri in tempo reale dell’efficacia delle correzioni effettuate e le eventuali complicanze dell’intervento stesso.
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