TY  -  JOUR
AU  -  Trojani, Michela
AU  -  Palmieri, Luigi
AU  -  Vanuzzo, Diego
AU  -  Donfrancesco, Chiara
AU  -  Panico, Salvatore
AU  -  Pilotto, Lorenza
AU  -  Dima, Francesco
AU  -  Lo Noce, Cinzia
AU  -  De Sanctis Caiola, Patrizia
AU  -  Giannuzzi, Pantaleo
AU  -  Giampaoli, Simona
AU  -  a nome del Gruppo di Ricerca dell'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare
T1  -  Attività fisica lavorativa e nel tempo libero: come si è modificata nella popolazione italiana?
PY  -  2006
Y1  -  2006-07-01
DO  -  10.1714/696.8001
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  7
IS  -  7
SP  -  487
EP  -  497
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/696.8001
N2  -  Background. Negli ultimi decenni è stato osservato un cambiamento nelle abitudini dell’attività fisica svolta dagli italiani. Obiettivo dell’analisi è quello di valutare la modificazione del livello di attività fisica lavorativa e nel tempo libero, la sua associazione con i fattori di rischio cardiovascolare e la variazione del profilo di rischio cardiovascolare nella popolazione italiana a 20 anni di distanza.<BR>Materiali e metodi. In due popolazioni di età 35-69 anni (MATISS 1984-87: 2041 uomini, 2424 donne; OEC 1998-2002: 4214 uomini, 4206 donne) sono stati confrontati i livelli di attività fisica lavorativa (AFL-sedentaria, AFL-moderata, AFL-pesante) e di attività fisica nel tempo libero (AFTL-inattività, AFTL- moderata, AFTL-elevata) nei due generi. L’associazione tra attività fisica e condizioni di rischio cardiovascolare è stata stimata nei due campioni attraverso modelli di regressione logistica aggiustati per età, livello di istruzione e altri possibili confondenti separatamente per uomini e donne. È stato valutato nei due periodi e nei diversi livelli di attività fisica il rischio cardiovascolare a 10 anni attraverso l’applicazione della funzione di rischio del Progetto CUORE.<BR>Risultati. Dal confronto dei due studi risulta aumentata in modo significativo la prevalenza di AFL-sedentaria, mentre è diminuita la prevalenza di AFTL-inattività. All’aumentare dell’AFTL diminuisce la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la glicemia mentre aumenta la colesterolemia legata alle proteine ad alta densità con un effetto favorevole verso l’obesità, l’abitudine al fumo e il rischio cardiovascolare.<BR>Conclusioni. Negli ultimi 20 anni l’attività fisica sembra essersi modificata: maggiore importanza ha assunto nei due generi l’AFTL, mentre l’AFL è diminuita. Le persone più attive hanno livelli migliori della maggior parte dei fattori di rischio cardiovascolare. Sono necessarie politiche sociali per aumentare il livello di attività fisica nella popolazione.
ER  -   
