TY  -  JOUR
AU  -  Gardini, Elisa
AU  -  Caravita, Luciano
AU  -  Ottani, Filippo
AU  -  Ferrini, Donatella
AU  -  Galvani, Marcello
T1  -  Le unità di terapia intensiva cardiologica: chir ricoverare, per quanto tempo
PY  -  2007
Y1  -  2007-05-01
DO  -  10.1714/690.7967
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  8
IS  -  5
SP  -  5
EP  -  11
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/690.7967
N2  -  Le unità di terapia intensiva cardiologica (UTIC) si occupano di garantire il massimo livello di trattamento a tutti i pazienti cardiologici critici e non solo a quelli affetti da patologia coronarica acuta. Tali strutture applicano il modello Hub & Spoke della rete integrata di servizi che consente un’organizzazione sanitaria in cui diverse realtà cooperano; si individuano Centri di riferimento (Hub) e Centri ad essi collegati (Spoke) che devono selezionare, inviare e riprendere in carico i pazienti. L’UTIC oggi è pertanto chiamata a ricoverare e dimettere in tempi brevi pazienti complessi in base alla realtà organizzativa della struttura ospedaliera in cui opera. Non esistono linee guida che indicano chi deve essere ricoverato e per quanto tempo e in questa relazione esposta alla convention delle UTIC all’ultimo congresso ANMCO abbiamo cercato di organizzare le priorità di ricovero in base a diversi livelli di indicazione: indicazione di livello A (ricovero immediato obbligatorio); indicazione di livello B (ricovero immediato se il posto letto è disponibile, ricovero comunque indicato); indicazione di livello C (ricovero non indicato ma possibile nel caso di disponibilità del posto letto, in assenza di alternative). Per quanto riguarda la durata del ricovero non si può generalizzare ma riuscire a ridurre al minimo il tempo necessario della degenza, data l’esigua disponibilità dei posti letto, per garantire disponibilità di monitoraggio intensivo a tutti i pazienti critici.
ER  -   
