TY  -  JOUR
AU  -  Scardi, Sabino
AU  -  Humar, Franco
AU  -  Di Lenarda, Andrea
AU  -  Mazzone, Carmine
AU  -  Giansante, Carlo
AU  -  Sinagra, Gianfranco
T1  -  Continuità assistenziale ospedale-territorio per il paziente con scompenso cardiaco cronico: una rivoluzione e una sfida nella cura ambulatoriale
PY  -  2007
Y1  -  2007-02-01
DO  -  10.1714/677.7887
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  8
IS  -  2
SP  -  83
EP  -  91
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/03/10
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/677.7887
N2  -  I problemi relativi all’assistenza nel lungo periodo per il paziente con scompenso cardiaco (SC) cronico sono sempre più cospicui in relazione ai sempre maggiori bisogni derivanti da questa patologia.<BR>Gli attuali modelli sanitari sono stati disegnati per fornire assistenza per l’episodio acuto, ma le condizioni croniche richiedono una diversa programmazione. La gestione dello SC cronico è solitamente limitata alle strutture assistenziali del territorio e questo spesso conduce ad un uso improprio di risorse ad alto impegno assistenziale e tecnologico.<BR>Attualmente non sembra esistere un modello di cura per lo SC cronico “best practice“ applicabile ad ogni sistema sanitario e in ogni realtà sanitaria delle nostre Regioni. Perciò è opportuno informare gli amministratori sui nuovi approcci al paziente con SC cronico, ed è importante che, così com’è già stato fatto a Trieste, i medici propongano percorsi che integrino il nostro “ben fare” quotidiano.<BR>Un trattamento razionale del paziente con SC cronico deve basarsi, a nostro avviso, su un’efficace integrazione tra ospedale e territorio; questo implica la creazione di una struttura specialistica territoriale (con personale dell’ospedale e del territorio e strumentazione propri) per la cura globale del paziente. La dotazione di personale e le modalità di intervento di tale struttura devono essere programmate in base all’epidemiologia della malattia e alle realtà locali.<BR>L’esperienza territoriale di Trieste, pressoché unica nel paese, è stata insieme una sfida e un’opportunità per un nuovo discorso assistenziale che, superata la prestazione medica tout court, fornisce un’assistenza più completa. Questo modello non va imposto per “decreto”, ma concordato dopo un’approfondita discussione a livello nazionale, regionale e locale.
ER  -   
