TY  -  JOUR
AU  -  Tovena, Daniela Maria
AU  -  Pedrinazzi, Claudio
AU  -  Ogliari, Valeria
AU  -  De Petri, Giorgio
AU  -  Mileti, Maurizio
AU  -  Inama, Giuseppe
T1  -  Terapia non farmacologica dello scompenso cardiaco: l'ultrafiltrazione
PY  -  2008
Y1  -  2008-10-01
DO  -  10.1714/675.7876
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  9
IS  -  10
SP  -  118
EP  -  122
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/675.7876
N2  -  Nelle fasi di scompenso congestizio, l’uso dei diuretici ad alto dosaggio comporta in molti casi il fenomeno della resistenza, dovuto a vari fattori. L’ultrafiltrazione è un trattamento sostitutivo della funzione renale, oggi applicabile fuori dal reparto di emodialisi, grazie ad una nuova tecnologia semplificata e dedicata al cardiopatico. La produzione di ultrafiltrato avviene attraverso una circolazione extracorporea in cui è inserito un filtro semipermeabile, l’accesso vascolare è veno-venoso, mentre la stabilità circolatoria è garantita a livello dei capillari polmonari e sistemici dal “refilling” plasmatico che ripristina la volemia. <BR>Il trattamento con ultrafiltrazione di pazienti con scompenso congestizio severo, resistente ai diuretici, è in grado, in poche ore, di ridurre gli edemi, migliorare i sintomi e la performance cardiaca, ripristinare la diuresi e la risposta ai diuretici, correggere l’iponatriemia e ridurre l’attivazione neuroumorale. La letteratura pubblicata documenta le basi scientifiche dei benefici in termini di meccanismi fisiopatologici che si innescano con la seduta di ultrafiltrazione e si mantengono nel periodo successivo. Recenti studi randomizzati, di cui uno numericamente consistente, evidenziano gli effetti benefici anche a medio termine, con riduzione di nuovi episodi di instabilizzazione congestizia e di riospedalizzazioni.
ER  -   
