TY  -  JOUR
AU  -  Paolucci, Marco
AU  -  Cattafi, Giuseppe
AU  -  Magenta, Giovanni
AU  -  Vecchi, Maria Rita
AU  -  Schirru, Milena
AU  -  Lunati, Maurizio
T1  -  La stratificazione del rischio di morte improvvisa: dobbiamo considerare solo la frazione di eiezione?
PY  -  2008
Y1  -  2008-10-01
DO  -  10.1714/675.7860
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  9
IS  -  10
SP  -  27
EP  -  32
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/675.7860
N2  -  La morte improvvisa è una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati. Vi sono solide evidenze cliniche che il defibrillatore impiantabile sia l’unico strumento terapeutico efficace nel prevenire la morte improvvisa e nel ridurre la mortalità nei pazienti a rischio elevato.<BR>Abbiamo ormai definitivamente validato la strategia terapeutica ma non abbiamo ancora individuato con altrettanta efficacia i pazienti che con maggiore probabilità potranno beneficiare di tale terapia. La stratificazione del rischio di morte improvvisa rappresenta pertanto uno dei maggiori argomenti non risolti della cardiologia moderna.<BR>Le attuali linee guida identificano la frazione di eiezione quale unica variabile strumentale cui affidare la nostra capacità di stratificazione del rischio di morte improvvisa. Per quanto dagli studi clinici “vecchi e nuovi” emerga con forza che la riduzione della frazione di eiezione sia il predittore singolo più potente e consistente di mortalità totale e di morte improvvisa indipendentemente dalla sua eziologia, riteniamo che non possa essere considerata un predittore gold standard indiscutibile: manca di sensibilità e di specificità nella capacità di predire la morte improvvisa.<BR>È verosimile che molti fattori oltre alla frazione di eiezione influenzino la prognosi dei pazienti e vi sono numerose evidenze che suggeriscono che la riduzione della frazione di eiezione sia un fattore di rischio solamente quando presente in combinazione con altri fattori di rischio.<BR>La terapia con defibrillatore impiantabile è costosa e associata a possibili complicanze. Abbiamo quindi bisogno di migliori metodi per la stratificazione del rischio dei nostri pazienti affinché possiamo aumentare la reale costo/efficacia delle attuali e future opzioni terapeutiche.
ER  -   
