TY  -  JOUR
AU  -  Perna, Gian Piero
AU  -  Perna, Francesco
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Corinaldesi, Christian
AU  -  Guazzarotti, Francesco
AU  -  Moraca, Alessandra
T1  -  Levosimendan: revisione critica dei trial. Dal LIDO al SURVIVE
PY  -  2008
Y1  -  2008-09-01
DO  -  10.1714/671.7821
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  9
IS  -  9
SP  -  10
EP  -  17
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/11
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/671.7821
N2  -  Il levosimendan si differenzia dagli altri inotropi per le peculiari caratteristiche farmacodinamiche e farmacocinetiche, per il meccanismo d’azione e per la maggiore disponibilità di studi clinici controllati che ne hanno valutato l’efficacia e la sicurezza in pazienti con insufficienza cardiaca acuta. I risultati dei trial disponibili dimostrano che il levosimendan è efficace nel migliorare i parametri emodinamici ed i sintomi, riduce la mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco acuto associato ad infarto miocardico, ed il suo uso in pazienti con insufficienza cardiaca acuta è associato ad una migliore sopravvivenza a breve e medio termine rispetto alla dobutamina. Inoltre, rispetto alla dobutamina, il levosimendan determina una più favorevole e più duratura modulazione dei sistemi neuroumorali, in particolare del peptide natriuretico cerebrale. I risultati ottenuti nei trial più importanti (LIDO, CASINO, REVIVE I e II, SURVIVE) suggeriscono che gli effetti più favorevoli possono essere osservati sulla mortalità a 5 e 31 giorni nei pazienti con precedenti manifestazioni di scompenso, bassa frazione di eiezione ed instabilizzazione clinica; in questi pazienti il levosimendan potrebbe essere utilizzato per somministrazioni ripetute per mantenere i benefici emodinamici nel tempo e ridurre le ospedalizzazioni, riducendo i costi ad esse correlati e migliorando la qualità della vita dei pazienti trattati.
ER  -   
