TY  -  JOUR
AU  -  Magnani, Giulia
AU  -  Demola, Maria Antonietta
AU  -  Fava, Cristian
AU  -  Mantovani, Francesco
AU  -  Ardissino, Diego
T1  -  Dalla placca vulnerabile al paziente vulnerabile
PY  -  2010
Y1  -  2010-12-01
DO  -  10.1714/664.7724
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  11
IS  -  12
SP  -  6
EP  -  9
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/664.7724
N2  -  L’instabilità della placca ateromasica svolge un ruolo chiave nella patogenesi della cardiopatia ischemica che si manifesta come angina instabile, sindrome coronarica acuta con e senza sopraslivellamento del tratto ST e morte cardiaca improvvisa. Numerosi ed in parte ancora sconosciuti sono i meccanismi che determinano il passaggio dalla fase cronica alla fase acuta della malattia; ad oggi tre meccanismi principali sono considerati coinvolti nella instabilizzazione della placca ateromasica: l’embolizzazione, il vasospasmo e la rottura di placca; quest’ultima può portare alla formazione del trombo o come avviene nella maggior parte dei casi, ripararsi spontaneamente. Dunque solo alcune placche esitano in manifestazioni cliniche mentre altre rimangono asintomatiche. Possono quindi disegnarsi due ipotesi: esistono placche più aggressive a potenziale maggiormente trombogenico oppure tutte le placche sono uguali ed è invece l’individuo a presentare in particolari situazioni uno stato trombofilico, che lo rende maggiormente predisposto allo sviluppo di sindrome coronarica acuta. Scopo di questo articolo è analizzare i complessi meccanismi che partecipano alla vulnerabilità di placca e che rendono l’individuo stesso vulnerabile nei confronti dello sviluppo di sindromi coronariche acute.
ER  -   
