TY  -  JOUR
AU  -  Delise, Pietro
AU  -  Allocca, Giuseppe
AU  -  Marras, Elena
AU  -  Sitta, Nadir
AU  -  Sciarra, Luigi
T1  -  Sindrome di Brugada: diagnosi e stratificazione del rischio
PY  -  2010
Y1  -  2010-10-01
DO  -  10.1714/660.7700
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  11
IS  -  10
SP  -  107
EP  -  113
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/660.7700
N2  -  La sindrome di Brugada è una malattia genetica legata a una disfunzione dei canali del sodio. Essa si osserva di regola in soggetti per il resto esenti da cardiopatia. Il pattern elettrocardiografico diagnostico è costituito da ST sopraslivellato convesso in V1-V3 (tipo 1). La sindrome di Brugada si può complicare con aritmie ventricolari maligne e morte improvvisa. Il riconoscimento dei soggetti a maggior rischio rappresenta a tutt’oggi un problema non del tutto risolto.<BR>I seguenti fattori sono correlati con il rischio di morte improvvisa: ECG tipo 1 spontaneo, sincope o arresto cardiaco documentato. La familiarità per morte improvvisa è un elemento controverso. Tutti questi fattori tuttavia hanno un basso valore predittivo positivo. Il valore prognostico dello studio elettrofisiologico endocavitario (SEE) è dibattuto. Esiste un discreto consenso sul fatto che il valore predittivo positivo dello SEE è basso. Tuttavia, mentre alcuni autori negano del tutto la sua utilità, altri invece ritengono che esso possa essere utile se considerato nel contesto clinico.<BR>In accordo con i fratelli Brugada i nostri dati personali suggeriscono che: 1) nei soggetti con pattern di Brugada tipo 1 nessun fattore di rischio preso singolarmente, compreso lo SEE, è in grado di identificare i soggetti ad alto rischio; 2) un approccio multiparametrico (che consideri la sincope, storia familiare di morte improvvisa e SEE positivo) aiuta a identificare la popolazione a maggior rischio; 3) i soggetti a maggior rischio sono quelli con ECG tipo 1 spontaneo e almeno due fattori di rischio; 4) i rimanenti casi sono a basso rischio.
ER  -   
