TY  -  JOUR
AU  -  Farina, Augusto
AU  -  Spinazzola, Angelo
AU  -  Abbiati, Giorgia
AU  -  Arpini, Maria Teresa
AU  -  Bergamaschi, Leonardo
AU  -  Riva, Antonio
AU  -  Berticelli, Pierangelo
T1  -  Al di là della coronaropatia: approccio interventistico alle vasculopatie carotidee
PY  -  2010
Y1  -  2010-10-01
DO  -  10.1714/660.7695
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  11
IS  -  10
SP  -  84
EP  -  87
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/660.7695
N2  -  Razionale. Valutare i risultati e le complicanze dello stenting carotideo in un singolo centro.<BR>Materiali e metodi. Da giugno 2005 ad aprile 2009 presso il nostro centro sono state trattate 148 stenosi carotidee in 140 pazienti. Tutti i pazienti, valutati con eco-color Doppler dei tronchi sovra-aortici, sono stati sottoposti preoperatoriamente anche a studio con angio-tomografia o angio-risonanza dei tronchi sovraaortici. Per la procedura di rivascolarizzazione sono stati utilizzati materiali a basso profilo e cateteri dedicati preformati al trattamento degli archi aortici complessi. A tutti i pazienti è stata somministrata duplice terapia antiaggregante prima e dopo la procedura.<BR>Risultati. Il successo tecnico è stato ottenuto in 144 procedure. In 4 casi (2.7%) si è resa necessaria la conversione chirurgica. A 30 giorni l’incidenza di complicanze neurologiche è stata del 2%, di cui 0.6% ictus maggiore e 1.3% ictus minore/attacco ischemico transitorio. Due sono state le restenosi nel follow-up a 3 anni (1.3%); un caso di restenosi è stato trattato con una nuova procedura endovascolare.<BR>Conclusioni. I risultati ottenuti da questa prima revisione della nostra esperienza ci permettono di sostenere che lo stenting carotideo è una procedura tecnicamente valida e sicura con risultati del tutto sovrapponibili a quelli dell’endoarterectomia chirurgica. Gli eventi neurologici, seppur contenuti, rappresentano una complicanza seria, difficile da prevedere e da ridurre. L’incidenza di restenosi nel follow-up è estremamente contenuta.
ER  -   
