TY  -  JOUR
AU  -  Avigni, Nicola
AU  -  Ippoliti, Maurizio
AU  -  Muccinelli, Maria
AU  -  Kubbajeh, Moh’d
AU  -  Zanotti, Carlo
AU  -  Tonioli, Massimo
AU  -  Percoco, Giovanni Franco
T1  -  Dolore toracico in Pronto Soccorso: 
utilità di un modello di gestione modificato 
rispetto alle indicazioni ANMCO-SIMEU
PY  -  2011
Y1  -  2011-05-01
DO  -  10.1714/643.7502
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  12
IS  -  5
SP  -  365
EP  -  373
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/643.7502
N2  -  Razionale. La gestione del dolore toracico di Pronto Soccorso è tuttora una sfida difficile e comporta costi elevati, sebbene la maggior parte dei pazienti non manifesti una sindrome coronarica acuta. Seguendo in parte i suggerimenti ANMCO-SIMEU, abbiamo applicato un protocollo specifico verificandone l’utilità clinica valutando: a) la percentuale dei ricoveri inappropriati, b) la percentuale delle dimissioni incongrue in base agli eventi coronarici a 6 mesi (angina instabile, infarto miocardico, morte). Materiali e metodi. In un periodo di 6 mesi sono stati considerati consecutivamente 511 pazienti con dolore toracico. Sulla base del chest pain score e dei fattori di rischio, 383 pazienti con ECG normale e troponina negativa sono stati classificati in 4 categorie rispetto alla probabilità di sindrome coronarica acuta con differenti tempi di degenza e programmazione di ulteriori test diagnostici. Si è reso obbligatorio sottoporre il paziente a test provocativo prima della dimissione o al massimo entro 72h se presentava ≥2 fattori di rischio ed un dolore toracico tipico per angina. Risultati. Le dimissioni incongrue ed i ricoveri inappropriati sono stati rispettivamente l’1% e il 9.5%. L’algoritmo decisionale basato sulle 4 categorie di probabilità è stato correttamente applicato nell’83% dei casi. I quadri di ischemia miocardica acuta accertati sono stati 100. Dopo essere stati dimessi, 6 pazienti sono stati sottoposti a test provocativi con successiva rivascolarizzazione (in media 34 giorni dopo) ma senza eventi coronarici intercorsi dall’accesso in Pronto Soccorso. Un paziente è stato riospedalizzato per angina instabile prima di terminare gli approfondimenti diagnostici non invasivi. Nessuno dei 297 pazienti dimessi con sintomi atipici e senza ulteriori test ha avuto eventi cardiaci avversi. Conclusioni. Questo modello decisionale ha fornito una bassa percentuale di dimissioni incongrue con un basso rischio di eventi avversi ed una percentuale standard di ricoveri inappropriati. Un protocollo di questo tipo unitamente alla stratificazione del rischio migliora la qualità di gestione del dolore toracico, sebbene il giudizio clinico resti il fattore più importante nel processo decisionale.
ER  -   
