TY  -  JOUR
AU  -  Frigerio, Maria
AU  -  Oliva, Fabrizio
AU  -  Turazza, Fabio M.
AU  -  Macera, Francesca
AU  -  Galvanin, Silvia
AU  -  Verde, Alessandro
AU  -  Bruschi, Giuseppe
AU  -  Pedrazzini, Giovanna
T1  -  Come sono cambiate la sopravvivenza e la qualità di vita del paziente trapiantato?
PY  -  2008
Y1  -  2008-07-01
DO  -  10.1714/634.7398
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  9
IS  -  7
SP  -  461
EP  -  471
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/634.7398
N2  -  Il trapianto di cuore è stato eseguito per la prima volta nel 1967, ma si è affermato solo negli anni ’80, grazie all’introduzione della ciclosporina e alla messa a punto della metodologia di sorveglianza del rigetto con biopsie miocardiche seriate. <BR>La sopravvivenza post-trapianto è migliorata nel corso degli anni, per riduzione della mortalità precoce causata da infezioni o rigetto; la sopravvivenza attesa è attualmente intorno all’85% a 1 anno e al 70% a 5 anni. Contemporaneamente sono migliorate anche le cure per i pazienti con insufficienza cardiaca avanzata, il che ha determinato una restrizione dell’indicazione a trapianto ai pazienti con insufficienza cardiaca refrattaria. Di converso si sono allargati i criteri di accettazione dei donatori, per far fronte alla discrepanza tra candidati e organi disponibili. Va però ricordato che l’insufficienza renale e/o epatica conseguenti allo scompenso, l’ipertensione polmonare e l’età del donatore continuano a rappresentare fattori di rischio per insuccesso del trapianto.<BR>Per mantenere e migliorare i risultati del trapianto è necessario mettere in atto tutte le strategie utili ad aumentare l’offerta di organi, e perfezionare la gestione delle complicanze di lungo termine post-trapianto. L’assistenza meccanica al circolo costituisce una soluzione chirurgica di ponte o alternativa al trapianto, la cui espansione è limitata dai costi, dall’impegno per le strutture e dalla difficoltà dei pazienti ad accettare la dipendenza costante dall’apparecchiatura.
ER  -   
