TY  -  JOUR
AU  -  Mantero, Antonio
AU  -  Gentile, Francesco
AU  -  Alberti, Antonia
AU  -  Bencini, Chiara
AU  -  Bongarzoni, Amedeo
AU  -  Bragato, Renato
AU  -  Branzi, Giovanna
AU  -  Casazza, Franco
AU  -  Cialfi, Alessandro
AU  -  Dihel, Livia
AU  -  Giagnoni, Erminia
AU  -  Heyman, Joanna
AU  -  Lombardi, Leonida
AU  -  Mattioli, Roberto
AU  -  Mazzola, Anna Alice
AU  -  Montericcio, Vincenzo
AU  -  Pepi, Mauro
AU  -  Tusa, Maurizio
AU  -  Morabito, Alberto
T1  -  Progetto "Appropriatezza ECO Milano". Valutazione basale dell'appropriatezza delle indicazioni, della modalità delle prescrizioni e dell'utilità clinica dell'esame ecocardiografico bidimensionale color Doppler all'interno delle aziende ospedaliere e sul territorio
PY  -  2008
Y1  -  2008-12-01
DO  -  10.1714/629.7346
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  9
IS  -  12
SP  -  844
EP  -  852
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/629.7346
N2  -  Razionale. Il progetto “Appropriatezza ECO Milano”, che coinvolge 11 aziende ospedaliere della città di Milano, si propone di valutare e di migliorare l’appropriatezza delle indicazioni degli esami ecocardiografici bidimensionali color Doppler. L’oggetto di questo studio riguarda la valutazione dell’appropriatezza delle indicazioni, delle modalità delle prescrizioni e dell’utilità clinica dell’esame ecocardiografico sia nei pazienti ricoverati che in quelli provenienti dal territorio.<BR>Materiali e metodi. Lo studio multicentrico, trasversale e osservazionale è stato elaborato nel corso di diverse riunioni preliminari. L’appropriatezza delle richieste è stata valutata sulla base delle indicazioni delle linee guida dell’American College of Cardiology/American Heart Association/American Society of Echocardiography del 2003; i dati sono stati raccolti nel mese di maggio del 2007 sia all’interno delle aziende che sul territorio, utilizzando la scheda elettronica predisposta ad hoc con Microsoft Access.<BR>Risultati. Sono stati valutati 4130 esami ecocardiografici (2300 su maschi e 1830 su femmine; età media 64 ± 16 anni). I pazienti ricoverati erano 1701; quelli provenienti dal territorio erano 2429. È stata rilevata una maggiore incidenza di esami patologici in quelli eseguiti sui pazienti ricoverati (73%) rispetto a quelli provenienti dal territorio (53%) (Pearson X2 = 29; p <0.001) ed un maggiore valore clinico aggiunto negli esami eseguiti all’interno delle aziende rispetto a quelli eseguiti sul territorio (48 vs 35%; Pearson X2 = 99, p <0.001). La percentuale più elevata di esami è stata prescritta dallo specialista cardiologo, sia all’interno delle aziende (36%) che sul territorio (54%). È stata documentata una maggiore incidenza di esami in classe I o IIA (73%) provenienti dall’interno delle aziende rispetto a quelli provenienti dal territorio (52%) (Pearson X2 = 277, p <0.001) ed una decrescente utilità clinica al decrescere della correttezza della classe di indicazione sia all’interno delle aziende che sul territorio (64% e 61% nelle classi I, Pearson X2 = 413, p <0.001; 5% e 11% nelle classi III, Pearson X2 = 584, p <0.001).<BR>Conclusioni. I nostri dati confermano un livello di appropriatezza in campo ecocardiografico, sia all’interno delle aziende che sul territorio, insufficiente. Dopo aver osservato e documentato il fenomeno passivamente per oltre un decennio è giunto il momento di tentare di migliorare l’appropriatezza prescrittiva.
ER  -   
