TY  -  JOUR
AU  -  Briguori, Carlo
T1  -  La selezione e l'impiego ottimale del mezzo di contrasto
PY  -  2009
Y1  -  2009-02-01
DO  -  10.1714/587.6925
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  10
IS  -  2
SP  -  79
EP  -  87
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/587.6925
N2  -  I mezzi di contrasto iodato sono costituiti da uno o due anelli benzenici triiodati. Si differenziano per a) il contenuto di iodio, b) l’osmolarità (iper-, ipo- ed iso-osmolari), c) il livello di ionizzazione (ionico, non ionico), e d) il grado di polimerizzazione (monomero, dimero). Attualmente i mezzi di contrasto più utilizzati (non ionici, ipo- o iso-osmolari, monomeri o dimeri) hanno un ottimo profilo di sicurezza e tollerabilità. Controversie esistono circa la maggiore tollerabilità (soprattutto renale) dello iodixanolo (dimero, non ionico, iso-osmolare). È possibile che, sebbene un’osmolarità molto elevata (>1000 mOsm/kg di H2O), possa avere un ruolo importante nella patogenesi della nefropatia da contrasto, con osmolarità più basse (comprese tra 290 ed approssimativamente 800 mOsm/kg di H2O) invece acquistano una ruolo predominante altre caratteristiche fisico-chimiche, quali la ionicità, la viscosità ed il danno tossico diretto sulle cellule renali. Lo iodixanolo è più viscoso degli altri contrasti ipo-osmolari. Poiché, infine, lo iodixanolo ha un maggior costo rispetto ai contrasti ipo-osmolari, un’attenta analisi di costo-beneficio andrebbe opportunamente valutata. 
ER  -   
