TY  -  JOUR
AU  -  Caldarola, Pasquale
AU  -  Cuonzo, Maria
AU  -  Troso, Francesco
AU  -  Mazzone, Arianna
AU  -  Doronzo, Franco
T1  -  Epidemiologia dello scompenso cardiaco nella regione Puglia tra il 2001 e il 2006
PY  -  2009
Y1  -  2009-03-01
DO  -  10.1714/586.6918
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  10
IS  -  3
SP  -  135
EP  -  139
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/586.6918
N2  -  Razionale. Lo scompenso cardiaco costituisce una delle principali cause di morbilità e mortalità nei paesi occidentali ed impegna l’1-2% del budget sanitario in Italia. Scopo dello studio è stato valutare l’andamento dello scompenso cardiaco nel tempo nella regione Puglia attraverso l’analisi dei ricoveri.<BR>Materiali e metodi. Analizzando i dati del sistema informativo direzionale della regione Puglia provenienti dalle schede di dimissione ospedaliera è stato possibile valutare il numero dei ricoveri totali nella regione Puglia nel periodo tra il 2001 ed il 2006, i ricoveri per malattie cardiovascolari e con diagnosi principale di scompenso cardiaco, nelle diverse classi di età, la degenza media ed i reparti di dimissione.<BR>Risultati. I ricoveri totali in Puglia si sono ridotti dell’8.6% dal 2001 al 2006 con un incremento, tuttavia, della spesa sanitaria relativa ai ricoveri del 2.41%. I ricoveri per patologia cardiovascolare, escludendo insufficienza cardiaca e shock, si sono ridotti dello 0.73%, mentre comprendendo insufficienza cardiaca e shock sono aumentati dell’1.3%. I ricoveri con DRG 127 sono aumentati del 15.26%, in particolare per un incremento dei ricoveri per scompenso nei soggetti >75 anni. Nel periodo compreso dal 2001 al 2006 i ricoveri per scompenso sono aumentati nei reparti di Cardiologia e si sono ridotti in unità di terapia intensiva coronarica ed in Medicina.<BR>Conclusioni. Il dato relativo all’aumento dei ricoveri per scompenso cardiaco, in particolare nella popolazione più anziana, appare rilevante per il significativo impatto di tipo economico ed organizzativo sul Sistema Sanitario Nazionale. È necessario prevedere efficaci percorsi di gestione di tali pazienti, per ridurre l’elevato tasso di riospedalizzazione precoce.
ER  -   
