TY  -  JOUR
AU  -  De Gaudio, Raffaele
AU  -  Selmi, Valentina
AU  -  Chelazzi, Cosimo
T1  -  Nutrizione e terapia antibiotica in terapia intensiva cardiologica
PY  -  2010
Y1  -  2010-04-01
DO  -  10.1714/568.6740
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  11
IS  -  4
SP  -  274
EP  -  284
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/07
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/568.6740
N2  -  I pazienti ricoverati in terapia intensiva cardiologica sono ad elevato rischio infettivo, in particolare per lo sviluppo di polmoniti nosocomiali, infezioni della tasca del pacemaker e della ferita sternotomica. L’insorgenza di un’infezione di questo tipo rallenta i processi di guarigione delle ferite, prolunga la durata del ricovero e della ventilazione meccanica ed aumenta la mortalità. La loro prevenzione e la terapia si basano su misure comportamentali e farmacologiche associate ad un trattamento antibiotico specifico e ad un trattamento nutrizionale adeguato.<BR>Le alterazioni fisiopatologiche indotte dall’infezione modificano il volume di distribuzione e la clearance degli antibiotici, mentre lo stato di malnutrizione e l’immunoparalisi, indotte dall’ipercatabolismo, contribuiscono ad incrementare il rischio infettivo e a peggiorare l’outcome. Al fine di ottimizzarne il dosaggio, è necessario conoscere le caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche degli antibiotici nel malato critico, mentre una conoscenza delle varie metodiche di nutrizione artificiale e della composizione delle soluzioni utilizzate è necessaria al fine di somministrare una quantità appropriata di calorie e di modulare la risposta infiammatoria all’infezione (immunonutrizione).<BR>Obiettivo della presente rassegna è quello di illustrare le modalità e le peculiarità della terapia antibiotica e nutrizionale nei pazienti critici cardiologici, alla luce dei più recenti dati della letteratura. 
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