TY  -  JOUR
AU  -  Nervo, Elisabetta
AU  -  Menditto, Elena
AU  -  Taglieri, Camillo
AU  -  Lombardo, Enrico
AU  -  Piccolo, Salvatore
AU  -  Feola, Mauro
T1  -  Efficacia antianginosa dell'ivabradina in un grande anziano con stenosi aortica: analisi dell'effetto sulla portata cardiaca e sui gradienti transvalvolari
PY  -  2010
Y1  -  2010-09-01
DO  -  10.1714/562.6682
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  11
IS  -  9
SP  -  699
EP  -  702
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/28
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/562.6682
N2  -  L’ivabradina è un inibitore dei canali If a livello del nodo del seno in grado di ridurre la frequenza cardiaca senza indurre un effetto inotropo negativo. Riportiamo il caso clinico di un paziente di 88 anni, diabetico, iperteso e vasculopatico con recente insorgenza di infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST in sede antero-laterale in seguito ad anemizzazione post-chirurgica. Durante la degenza riabilitativa si assisteva alla comparsa di dolore anginoso a riposo con segni di ischemia elettrocardiografica con alterazione dei marker cardiaci. In accordo con il quadro clinico, si procedeva all’introduzione in terapia di ivabradina associandola a betabloccante. L’aggiunta in terapia di ivabradina ha ridotto la frequenza cardiaca, migliorato i sintomi (classe CCS I-II) non modificando i principali parametri emodinamici (portata cardiaca, gettata sistolica ed indice cardiaco misurati con metodica non invasiva) né i dati ecocardiografici (frazione di eiezione ventricolare sinistra e gradienti transvalvolari aortici). In conclusione, l’effetto antianginoso del farmaco pare di impiego sicuro anche in pazienti anziani affetti da cardiopatia ischemica cronica e stenosi aortica.
ER  -   
