TY  -  JOUR
AU  -  Perugini, Enrica
AU  -  Di Diodoro, Lara
AU  -  Pallotti, Maria Giovanna
AU  -  Gallelli, Ilaria
AU  -  Villani, Caterina
AU  -  Scaramuzzino, Giuseppe
AU  -  Pancaldi, Leonardo G.
AU  -  Rapezzi, Claudio
AU  -  Di Pasquale, Giuseppe
T1  -  La diagnosi elettrocardiografica di infarto miocardico acuto nell'era dell'angioplastica primaria e delle reti hub and spoke
PY  -  2010
Y1  -  2010-09-01
DO  -  10.1714/562.6673
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  11
IS  -  9
SP  -  630
EP  -  644
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/28
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/562.6673
N2  -  A più di 100 anni dalla sua invenzione, l’ECG standard sta vivendo un vero e proprio “rinascimento”. Per quanto riguarda la cardiopatia ischemica acuta, il fenomeno è dovuto, soprattutto, alla disponibilità di grandi database in cui le caratteristiche elettrocardiografiche di migliaia di pazienti sono raccolte in maniera ordinata e predefinita e sono affiancate, e quindi correlabili, alle caratteristiche cliniche e coronarografiche e ai dati di outcome. La presente rassegna analizza criticamente il ruolo diagnostico dell’ECG standard nelle sindromi coronariche acute con (STEMI) e senza (NSTEMI) sopraslivellamento del tratto ST, con particolare attenzione ai possibili trabocchetti interpretativi e a quelle caratteristiche del tracciato in grado di contribuire a orientare le decisioni terapeutiche.<BR>Di fronte al paziente con presentazione clinica suggestiva per infarto miocardico acuto, l’ECG può aiutare a dare una risposta a molte domande. In caso di sospetto STEMI: siamo sicuri di poter escludere che sia in atto un infarto? (il problema dei falsi negativi); siamo sicuri che sia un vero infarto e non un falso positivo? Qual è la coronaria ostruita e a quale livello? Si è verificata riperfusione miocardica? In caso di sospetto NSTEMI: siamo sicuri che sia un vero infarto miocardico acuto (piuttosto che un’embolia polmonare o una dissezione aortica)? Siamo sicuri che sia in atto un NSTEMI piuttosto che uno STEMI dorsale “mascherato”? Quale substrato coronarico e quale grado di estensione dell’ischemia sono ipotizzabili in questo paziente? In particolare è presente un substrato a rischio molto alto, tale da suggerire un approccio invasivo in emergenza?
ER  -   
