TY  -  JOUR
AU  -  Disertori, Marcello
AU  -  Zeni, Prisca
AU  -  Quintarelli, Silvia
AU  -  Bonmassari, Roberto
T1  -  I deludenti risultati della terapia upstream con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina e sartani nella prevenzione delle recidive di fibrillazione atriale
PY  -  2010
Y1  -  2010-11-01
DO  -  10.1714/560.6649
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  11
IS  -  11
SP  -  829
EP  -  834
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/560.6649
N2  -  La fibrillazione atriale (FA) è un’aritmia estremamente comune. Purtroppo i mezzi attualmente a nostra disposizione per controllare le recidive aritmiche (farmaci antiaritmici, ablazione transcatetere) hanno un’efficacia non ottimale. Pertanto negli ultimi anni è stata posta attenzione alla terapia farmacologica upstream, volta a modificare il substrato dell’aritmia; i farmaci più promettenti sono sembrati quelli attivi sul sistema renina-angiotensina-aldosterone. Numerose analisi post-hoc di grandi trial, in vari contesti clinici, hanno dimostrato l’efficacia degli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina e dei sartani nella prevenzione primaria della FA. I risultati sono stati invece molto più deludenti nella prevenzione secondaria della FA. Gli studi prospettici, randomizzati contro placebo e in doppio cieco, hanno dato quasi tutti risultati negativi. In particolare il GISSI-AF, il più ampio studio sull’impiego di un sartano nella profilassi delle recidive di FA, con 1442 pazienti arruolati, non ha evidenziato alcuna differenza tra i pazienti trattati con valsartan (51.4% di recidive di FA a 12 mesi) rispetto a quelli trattati con placebo (52.1%, p = NS). Attualmente non sembra quindi giustificato l’impiego di questi farmaci per prevenire le recidive di FA.
ER  -   
