TY  -  JOUR
AU  -  Bernetti, Margherita
AU  -  Abbate, Rosanna
AU  -  Cerini, Gabriele
AU  -  Gensini, Gian Franco
AU  -  Poggesi, Loredana
AU  -  Boddi, Maria
T1  -  Spessore intima-media carotideo e femorale come marker precoci di aterosclerosi. I vantaggi, i limiti
PY  -  2011
Y1  -  2011-01-01
DO  -  10.1714/547.6501
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  12
IS  -  1
SP  -  72
EP  -  81
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/547.6501
N2  -  Lo spessore intima-media (IMT) della parete arteriosa carotidea o femorale è la distanza tra la linea iperecogena interna della parete vasale (interfaccia sangue-intima) e la linea iperecogena esterna (interfaccia media-avventizia), ed è marker delle precoci alterazioni aterosclerosi-correlate. Mancano, tuttavia, linee guida condivise su dove effettuare la misura dell’IMT carotideo, come effettuarla e cosa misurare; ciò limita la possibilità di confronto fra i diversi studi. L’IMT è “fenotipo” delle prime fasi della malattia aterosclerotica e marker surrogato per “misurare” l’impatto dei diversi fattori di rischio. L’IMT è marker di danno d’organo e risulta correlato ai danni d’organo in altri distretti. Non sono attualmente definiti valori soglia di IMT associabili ad un aumento di eventi cardio- e cerebrovascolari; è riportata un’associazione tra valori di IMT ≥0.9 mm e aumento del rischio di eventi indipendentemente dall’età del soggetto. Non è ancora definito il suo reale peso come fattore di rischio indipendente nel singolo soggetto, soprattutto se giovane e a rischio intermedio. Infine la regressione dell’IMT descritta in trial terapeutici con statine e farmaci antipertensivi è risultata associata ad una riduzione dell’incidenza degli eventi cardiovascolari modesta o del tutto assente. Rispetto all’IMT carotideo, l’IMT femorale presenta una più stretta correlazione con le lesioni coronariche e con il rischio di rivascolarizzazione nell’angina da sforzo. La contemporanea valutazione dell’IMT carotideo e femorale sembra migliorare la stratificazione del rischio per cardiopatia ischemica. La sfida per il futuro è definire se esista e quale sia il valore soglia di IMT che permetta una migliore definizione del rischio cardiovascolare individuale. È possibile che tale valore sia ottenibile dalla valutazione combinata dell’IMT carotideo e femorale.
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