TY  -  JOUR
AU  -  Visconti, Luigi Oltrona
AU  -  Scorcu, Giampaolo
AU  -  Cassin, Matteo
AU  -  Casella, Gianni
AU  -  Chinaglia, Alessandra
AU  -  Conte, Maria Rosa
AU  -  Fradella, Giuseppe
AU  -  Lucci, Donata
AU  -  Maggioni, Aldo Pietro
AU  -  Pirelli, Salvatore
AU  -  Chiarella, Francesco
AU  -  a nome dei Ricercatori del BLITZ-3
T1  -  Distribuzione e appropriatezza dei ricoveri ed utilizzo di risorse<BR>nelle unità di terapia intensiva cardiologica italiane. Lo studio BLITZ-3
PY  -  2011
Y1  -  2011-01-01
DO  -  10.1714/547.6494
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  12
IS  -  1
SP  -  23
EP  -  30
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/547.6494
N2  -  Razionale. Lo studio BLITZ-3 ha valutato prospetticamente l’epidemiologia dei ricoveri, gli aspetti gestionali, l’outcome, i percorsi organizzativi e la frequenza delle più importanti comorbilità in una serie di pazienti consecutivi ricoverati in 332 unità di terapia intensiva cardiologica (UTIC) italiane.Metodi. La presente analisi descrive la distribuzione e il grado di appropriatezza dei ricoveri in relazione alla tipologia delle UTIC (A, 32%, senza dotazione di emodinamica interventistica e cardiochirurgia; B, 49%, con emodinamica; C, 19%, dotate di entrambe) e ai livelli di rischio di mortalità nei pazienti ricoverati (elevato, >5.1%, intermedio, 0.7-5.1%, basso ≤0.7%). Risultati. Sono stati arruolati complessivamente 6986 pazienti ricoverati in 332 UTIC. Il numero mediano di ricoveri per UTIC nei 14 giorni di arruolamento è stato di 19 pazienti (range interquartile 15-26); 28% delle UTIC ha ricoverato più di 25 pazienti, 48% tra 15 e 25, 24% meno di 15. I ricoveri per infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST sono risultati prevalenti nelle UTIC di tipologia B o C (25% in entrambe) rispetto alle UTIC A (16%), (p<0.0001); i ricoveri per scompenso cardiaco erano prevalenti nelle UTIC A rispetto a quelle B o C (16%, 11% e 11%, rispettivamente) (p<0.0001). Nelle UTIC A rispetto a quelle B o C è risultata maggiore la quota di pazienti non sottoposti a riperfusione (p<0.0001) e dei pazienti trattati con terapia trombolitica (p<0.0001); la rivascolarizzazione coronarica con angioplastica primaria è stata prevalente nelle UTIC B e C rispetto a quelle A (p<0.0001). Analogamente, nei pazienti ricoverati per sindrome coronarica acuta è stato prevalente il ricorso alla coronarografia (p<0.0001) e all’angioplastica (p<0.0001) nelle UTIC di tipologia B e C. Le UTIC di tipologia A hanno ricoverato in prevalenza pazienti a basso rischio rispetto a pazienti a rischio intermedio o elevato (p<0.05), le UTIC C pazienti a rischio elevato o intermedio piuttosto che a rischio basso (p<0.05). Conclusioni. I risultati del BLITZ-3 offrono alla comunità cardiologica italiana alcuni spunti di riflessione sulla necessità di riconsiderare il numero di UTIC necessario sul territorio nazionale, di ridefinire il ruolo delle UTIC Spoke in funzione della loro integrazione nella rete interospedaliera, di correggere il fenomeno dell’inappropriatezza del ricovero in UTIC di patologie a basso rischio.
ER  -   
