TY  -  JOUR
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Manzato, Enzo
AU  -  Di Fusco, Stefania Angela
AU  -  Catapano, Alberico Luigi
T1  -  Dalle linee guida: stratificazione del rischio cardiovascolare e target terapeutici
PY  -  2026
Y1  -  2026-11-01
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  27
IS  -  11
SP  -  9
EP  -  14
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/10/27
N2  -  La relazione lineare tra concentrazioni di colesterolo LDL (C-LDL) e rischio cardiovascolare insieme alle evidenze di un beneficio clinico associato alla riduzione intensiva e sostenuta del C-LDL è alla base del paradigma “the lower, the better”. La stratificazione del rischio cardiovascolare rappresenta il presupposto per definire l’intensità del trattamento. Nel contesto della prevenzione primaria per una definizione oggettiva del rischio individuale le linee guida internazionali raccomandano l’impiego di score validati. La valutazione deve essere integrata considerando anche fattori di amplificazione del rischio non inclusi negli algoritmi, quali familiarità per eventi precoci, livelli di lipoproteina(a) e trigliceridi elevati e la presenza di calcio coronarico. Dal punto di vista terapeutico la terapia di combinazione statina/ezetimibe agisce attraverso meccanismi complementari, riducendo rispettivamente la sintesi epatica e l’assorbimento intestinale del colesterolo. Le evidenze indicano una maggiore efficacia nel raggiungimento dei target di C-LDL rispetto alla sola intensificazione della statina e una favorevole aderenza terapeutica. Nonostante le chiare raccomandazioni in termini di livelli di C-LDL da raggiungere, i dati del mondo reale evidenziano un persistente sottotrattamento e una bassa percentuale di pazienti che hanno livelli di C-LDL coerenti con le raccomandazioni delle linee guida. Sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria la combinazione statina/ezetimibe rappresenta una strategia efficace e sicura per raggiungere gli obiettivi terapeutici raccomandati e la sua precoce implementazione contribuisce a ridurre l’inerzia terapeutica.
ER  -   
