TY  -  JOUR
AU  -  Zuin, Marco
AU  -  Rigatelli, Gianluca
AU  -  Bilato, Claudio
T1  -  Calcificazioni arteriose mammarie e rischio cardiovascolare nel sesso femminile
PY  -  2026
Y1  -  2026-09-01
DO  -  10.1714/4755.47725
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  27
IS  -  9
SP  -  615
EP  -  624
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/08/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4755.47725
N2  -  Le malattie cardiovascolari (CV) rappresentano la principale causa di mortalità nelle donne e spesso si manifestano come primo evento clinico, evidenziando i limiti degli attuali score di rischio. In questo contesto, le calcificazioni arteriose mammarie (CAM), rilevate incidentalmente alla mammografia di screening, stanno emergendo come potenziale biomarcatore di rischio CV sistemico. Questa rassegna narrativa sintetizza le evidenze più recenti (2023-2026) relative all’associazione tra CAM ed eventi CV, includendo studi osservazionali, coorti prospettiche e retrospettive, metanalisi e lavori basati su intelligenza artificiale per la quantificazione automatizzata del burden calcifico. Nel complesso, le evidenze indicano come le CAM siano relativamente frequenti nella popolazione sottoposta a screening e risultino associate in modo indipendente ad un incremento del rischio di eventi CV maggiori, tra cui ictus, scompenso cardiaco, malattia aterosclerotica e mortalità CV. Le metanalisi più recenti confermano tali associazioni e suggeriscono un fenotipo prevalentemente arteriosclerotico della calcificazione. L’introduzione di algoritmi di intelligenza artificiale ha migliorato la quantificazione delle CAM e rafforzato il loro potenziale prognostico. Tuttavia, non esistono ancora evidenze che ne dimostrino il valore incrementale rispetto agli score di rischio CV raccomandati dalle linee guida europee (SCORE2 e SCORE2-OP). In conclusione, le CAM rappresentano un promettente marker opportunistico di rischio CV femminile, oltre che un fattore di ri-stratificazione del rischio CV, specialmente in donne giovani e/o a rischio basso e intermedio. Tuttavia, sono necessari studi prospettici per definirne l’integrazione delle CAM negli attuali modelli di stratificazione del rischio CV.
ER  -   
