TY  -  JOUR
AU  -  Marini, Marco
AU  -  Tozzetti, Valentina
AU  -  Angelini, Luca
AU  -  Battistoni, Ilaria
AU  -  Francioni, Matteo
AU  -  Matassini, Maria Vittoria
AU  -  Mattei, Cristian
AU  -  Nicolini, Elisa
AU  -  Pongetti, Giulia
AU  -  Shkoza, Matilda
AU  -  Piva, Tommaso
T1  -  Sistemi temporanei di assistenza meccanica al circolo nello shock cardiogeno: 
esperienza decennale di un centro italiano
PY  -  2026
Y1  -  2026-08-01
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  27
IS  -  8
SP  -  551
EP  -  558
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/27
N2  -  Razionale. Lo shock cardiogeno è una condizione critica con una mortalità di circa il 40-50%, invariata negli anni nonostante i progressi terapeutici nel campo delle patologie cardiache acute. In questo contesto l’uso delle pompe di flusso microassiali sta aumentando e nel trial DanGer Shock ha ridotto la mortalità a 6 mesi nei pazienti con shock cardiogeno da infarto miocardico acuto rispetto alla terapia standard. L’obiettivo di questo studio è stato valutare l’impatto dell’utilizzo della pompa microassiale sulla sopravvivenza e su outcome a breve e medio termine nella nostra popolazione di pazienti con shock cardiogeno.Materiali e metodi. Sono stati raccolti in maniera retrospettiva i dati di 78 pazienti in shock cardiogeno trattati con pompa microassiale e ricoverati presso la Terapia Intensiva Cardiologica degli Ospedali Riuniti di Ancona tra il 2014 e il 2024. L’end­point primario era la valutazione dei predittori indipendenti di mortalità intra-ricovero, mentre l’end­point secondario era un end­point composito (morte per tutte le cause, riospedalizzazione per scompenso cardiaco, sindrome coronarica acuta, aritmie, trapianto cardiaco o impianto di dispositivo di assistenza ventricolare a 12 mesi di follow-up).Risultati. L’età media della popolazione era di 59.3 anni con una prevalenza di soggetti di sesso maschile. La frazione di eiezione ventricolare sinistra media all’ingresso era del 24.2%, il valore medio di lattati sierici all’ingresso in reparto è stato 5.8 mmol/l. In 17 pazienti il dispositivo Impella ha rappresentato una terapia di escalation da contropulsatore aortico. La mortalità ospedaliera è stata del 32.1% e l’età, il valore di frazione di eiezione ventricolare sinistra all’ingresso e la presenza di disfunzione ventricolare destra sono risultati associati all’outcome primario. L’end­point secondario si è verificato in 7 pazienti (8.9%), di cui 3 decessi e 4 riospedalizzazioni per cause cardiovascolari. Conclusioni. Il supporto al circolo con pompa microassiale è uno strumento capace di “mettere a riposo” il miocardio ventricolare, garantendo contemporaneamente un’adeguata portata cardiaca. Nella nostra casistica, l’utilizzo di Impella si è associato ad una riduzione della mortalità intra-ricovero. Rimane da chiarire il timing ideale del suo impianto per sfruttare al massimo il suo beneficio ed evitare una futilità di impiego.
ER  -   
