TY  -  JOUR
AU  -  Boriani, Giuseppe
AU  -  Trapanese, Paola
AU  -  Mantovani, Marta
AU  -  Tartaglia, Enrico
AU  -  Orlandi, Manuela
AU  -  Bonini, Niccolò
AU  -  Imberti, Jacopo F.
AU  -  Vitolo, Marco
AU  -  Mei, Davide A.
T1  -  Gestione della terapia anticoagulante orale dopo ablazione transcatetere della fibrillazione atriale
PY  -  2026
Y1  -  2026-08-01
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  27
IS  -  8
SP  -  544
EP  -  550
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/27
N2  -  In tempi recenti, l’ablazione transcatetere della fibrillazione atriale (FA), nella forma di isolamento delle vene polmonari, è un trattamento sempre più utilizzato e supportato da evidenze scientifiche, con l’obiettivo principale di ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita dei pazienti. In questo contesto, la gestione della terapia anticoagulante orale (TAO) nel post-procedura è diventata un tema centrale e oggetto di ampio dibattito nella comunità scientifica. Le attuali linee guida raccomandano la prosecuzione della TAO in base al profilo di rischio tromboembolico valutato mediante score CHA2DS2-VA, indipendentemente dal risultato apparente dell’ablazione. Tuttavia, negli ultimi anni diversi gruppi di ricerca hanno indagato la possibilità di sospensione della TAO dopo una procedura efficace e in assenza di recidive documentate di aritmia. In particolare, due recenti studi randomizzati, ALONE-AF e OCEAN, hanno esplorato strategie di interruzione o modulazione della terapia anticoagulante nel follow-up post-ablazione, contribuendo ad alimentare il dibattito sulla reale necessità di un trattamento cronico in pazienti selezionati. Parallelamente, lo studio OPTION ha valutato un approccio alternativo basato sulla chiusura percutanea dell’auricola atriale sinistra. Lo scopo di questa rassegna è riassumere e discutere criticamente le evidenze più recenti disponibili sulla gestione della terapia antitrombotica dopo ablazione della FA, analizzandone le implicazioni cliniche, i limiti metodologici e le possibili prospettive future di personalizzazione terapeutica.
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