TY  -  JOUR
AU  -  Giubilato, Simona
AU  -  Di Fusco, Stefania Angela
AU  -  Cappannelli, Simone
AU  -  Gil Ad, Vered
AU  -  Rossini, Roberta
AU  -  Doimo, Sara
AU  -  Della Bona, Roberta
AU  -  Sorini-Dini, Carlotta
AU  -  Di Monaco, Antonio
AU  -  Zilio, Filippo
AU  -  Gasparetto, Nicola
AU  -  Gatto, Laura
AU  -  Amico, Francesco
AU  -  Abrignani, Maurizio Giuseppe
AU  -  Iacovoni, Attilio
AU  -  Riccio, Carmine
AU  -  Bilato, Claudio
AU  -  Lucà, Fabiana
AU  -  Scicchitano, Pietro
AU  -  Di Lenarda, Andrea
AU  -  Picano, Eugenio
AU  -  Geraci, Giovanna
AU  -  De Luca, Leonardo
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Oliva, Fabrizio
AU  -  Nardi, Federico
AU  -  Grimaldi, Massimo
AU  -  a nome dell’Area Management & Qualità
AU  -  in collaborazione con l’Area Prevenzione Cardiovascolare
AU  -  l’Area Nursing e Professioni Sanitarie e il Gruppo di Studio Intelligenza Artificiale in Cardiologia dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO)
T1  -  Green paper ANMCO: 
Cardiologia e sostenibilità ambientale. 
Un impegno condiviso tra professionisti sanitari
PY  -  2026
Y1  -  2026-07-01
DO  -  10.1714/4722.47390
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  27
IS  -  7
SP  -  505
EP  -  517
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4722.47390
N2  -  La sostenibilità ambientale rappresenta una priorità emergente per la cardiologia, in virtù dell’intima interconnessione tra salute planetaria e salute umana, con le malattie cardiovascolari quale principale esito clinico. Il settore sanitario globale è responsabile di circa il 4-5% delle emissioni complessive di gas serra e la cardiologia contribuisce in modo rilevante a tale impatto a causa dell’elevato impiego di risorse in ambito diagnostico, procedurale ed energetico. Parallelamente, fattori ambientali quali l’inquinamento atmosferico, le temperature estreme, definite come valori notevolmente superiori o inferiori alla media regionale causate dal cambiamento climatico, e l’esposizione a contaminanti emergenti, inclusi metalli pesanti (piombo, cadmio, arsenico) e micro- e nanoplastiche, si configurano come determinanti di rischio cardiovascolare di crescente importanza. L’esposizione cronica a tali inquinanti è associata a stress ossidativo, infiammazione sistemica e accelerazione dei processi aterosclerotici. Le strategie per una cardiologia sostenibile mirano principalmente alla riduzione delle emissioni correlate al consumo energetico e alla catena di approvvigionamento. Tra le azioni prioritarie figurano l’adozione dei principi dell’economia circolare (riduzione, riuso e riciclo), l’appropriatezza e l’ottimizzazione degli esami diagnostici privilegiando metodiche a minore impronta ambientale, come l’ecocardiografia rispetto a tecniche ad alto impatto di carbonio e l’implementazione della telemedicina per limitare gli spostamenti. Inoltre, la prevenzione cardiovascolare primaria si configura come un’efficace “strategia a doppio beneficio”, capace di ridurre sia il carico di malattia sia la domanda di cure ad elevata intensità emissiva. In questo contesto, i professionisti sanitari e le società scientifiche, tra cui ANMCO, sono chiamati a promuovere un cambiamento culturale, integrando la sostenibilità ambientale come principio etico fondamentale della pratica cardiologica.
ER  -   
