TY  -  JOUR
AU  -  Lucà, Fabiana
AU  -  Aschieri, Daniela
AU  -  Battistoni, Ilaria
AU  -  Bilato, Claudio
AU  -  Di Fusco, Stefania Angela
AU  -  Geraci, Giovanna
AU  -  Gil Ad, Vered
AU  -  Iacovoni, Attilio
AU  -  Mabritto, Barbara
AU  -  Milli, Massimo
AU  -  Scicchitano, Pietro
AU  -  Vigorito, Francesco
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Oliva, Fabrizio
AU  -  Nardi, Federico
AU  -  Grimaldi, Massimo
T1  -  La morte cardiaca improvvisa in Italia: 
strategie di prevenzione e di intervento
PY  -  2026
Y1  -  2026-05-01
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  27
IS  -  5
SP  -  26
EP  -  33
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
N2  -  La morte cardiaca improvvisa continua a rappresentare un tema di grande rilevanza clinica e sociale. In Italia, il numero di casi rimane elevato e coinvolge sia pazienti con cardiopatia documentata sia soggetti apparentemente sani. La natura eterogenea dei meccanismi che portano all’arresto cardiaco richiede una strategia preventiva articolata, che unisca valutazione clinica, strumenti diagnostici avanzati e iniziative di sanità pubblica. Nei pazienti esposti a un rischio transitorio – come nel post-infarto – l’impiego del defibrillatore indossabile offre un presidio temporaneo in attesa della rivalutazione definitiva. Al contrario, quando l’arresto cardiaco colpisce soggetti giovani e apparentemente sani, il percorso di prevenzione si sposta sulla famiglia, al fine di riconoscere condizioni ereditarie. Sul territorio, la sopravvivenza dipende soprattutto da quanto avviene nei primi minuti. Per questo la presenza di defibrillatori facilmente accessibili e la formazione capillare dei laici sono presupposti fondamentali per migliorare la prognosi dei pazienti. Questo documento propone una roadmap che integra stratificazione clinica del rischio, potenziamento delle reti territoriali, istituzione di programmi formativi diffusi e coordinamento stabile con le Istituzioni. L’obiettivo è costruire un modello nazionale coerente, capace di ridurre le diseguaglianze regionali, migliorare l’intercettazione dei soggetti a rischio e aumentare la sopravvivenza dopo l’arresto cardiaco.
ER  -   
