TY  -  JOUR
AU  -  Manca, Paolo
AU  -  Matassini, Maria Vittoria
AU  -  Gentile, Piero
AU  -  D’Elia, Emilia
AU  -  Di Nora, Concetta
AU  -  Fazzini, Luca
AU  -  Baldetti, Luca
AU  -  Inciardi, Riccardo M.
AU  -  De Maria, Renata
AU  -  Carigi, Samuela
AU  -  Nuzzi, Vincenzo
AU  -  Cipriani, Manlio
AU  -  De Gennaro, Luisa
AU  -  Bianco, Matteo
AU  -  Tinti, Maria Denitza
AU  -  Palmieri, Vittorio
AU  -  Rizzello, Vittoria
AU  -  Doimo, Sara
AU  -  Cappannelli, Simone
AU  -  Marini, Marco
AU  -  Garascia, Andrea
AU  -  Masciocco, Gabriella
AU  -  Senni, Michele
AU  -  Driussi, Mauro
AU  -  Ajello, Silvia
AU  -  Scandroglio, Anna Mara
AU  -  Metra, Marco
AU  -  Corda, Marco
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Grimaldi, Massimo
AU  -  Oliva, Fabrizio
AU  -  Gori, Mauro
T1  -  Terapia con inotropi nel paziente ambulatoriale con insufficienza cardiaca in aggravamento/avanzata. Evidenze di letteratura e confronto di modelli gestionali italiani
PY  -  2026
Y1  -  2026-04-01
DO  -  10.1714/4663.46754
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  27
IS  -  4
SP  -  264
EP  -  275
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/11
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4663.46754
N2  -  La terapia con farmaci inotropi domiciliari rappresenta una strategia terapeutica nei pazienti con insufficienza cardiaca (IC) avanzata, sia come ponte verso trattamenti salvavita come il trapianto cardiaco o i dispositivi di assistenza ventricolare, sia a scopo palliativo nei pazienti non eleggibili a queste opzioni terapeutiche. In questa rassegna riportiamo il ruolo del supporto inotropo infusionale domiciliare, in particolare con dobutamina, dopamina, milrinone e levosimendan, attraverso una sintesi della letteratura disponibile e la presentazione di modelli gestionali adottati in alcuni centri italiani. Le esperienze riportate suggeriscono un possibile miglioramento della qualità di vita, una riduzione delle ospedalizzazioni e una maggiore stabilità clinica nei pazienti con IC avanzata. Tali modelli possono costituire esempi concreti per l’organizzazione di percorsi assistenziali in un ambito clinico tuttora poco definito dalle linee guida.
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