TY  -  JOUR
AU  -  Esposito, Alessandro
AU  -  Macca, Giuseppe
AU  -  Valli, Paolo
AU  -  Fracchioni, Ilenia
AU  -  Ondei, Alessandra
AU  -  Martinelli, Alessandra
AU  -  Sala, Sergio
AU  -  Di Tano, Giuseppe
T1  -  Trombosi residua in auricola sinistra post-chiusura chirurgica (AtriClip®) in paziente con fibrillazione atriale permanente
PY  -  2026
Y1  -  2026-01-01
DO  -  10.1714/4618.46273
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  27
IS  -  1
SP  -  77
EP  -  79
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4618.46273
N2  -  La fibrillazione atriale rappresenta una delle principali cause di ictus cardioembolico, frequentemente associata alla formazione di trombi nell’auricola sinistra. La chiusura dell’auricola sinistra (LAAC) mediante dispositivo AtriClip® è una strategia efficace nel ridurre il rischio di eventi tromboembolici e raccomandata nei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca per altre indicazioni, con prosecuzione della terapia anticoagulante orale, ove indicata. Tuttavia, la formazione di trombi residui dopo occlusione anatomica completa, seppur rara, rappresenta una complicanza clinicamente rilevante. Presentiamo il caso di una donna di 80 anni con fibrillazione atriale permanente, scompenso cardiaco, insufficienza renale e scarsa aderenza alla terapia anticoagulante orale domiciliare, che ha sviluppato trombosi sul moncone dell’auricola sinistra nonostante un precedente intervento di chiusura con AtriClip®. La diagnosi è stata posta mediante ecocardiografia transtoracica e transesofagea, evidenziando una formazione trombotica adesa alla parete del moncone auricolare. La paziente è stata inizialmente trattata con apixaban a dosaggio ridotto, precedentemente sospeso in vista di un intervento chirurgico, e successivamente sostituito con warfarin per inefficacia al controllo strumentale. In seguito, il follow-up ecocardiografico ha documentato una modesta riduzione del trombo. Il caso sottolinea l’importanza di una gestione personalizzata della terapia antitrombotica dopo LAAC e invita a considerare l’opportunità di mantenere un’adeguata sorveglianza ecocardiografica e, laddove possibile, una terapia anticoagulante orale adeguata e monitorata nel lungo termine.
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