TY  -  JOUR
AU  -  Lucà, Fabiana
AU  -  Navazio, Alessandro
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
AU  -  Geraci, Giovanna
AU  -  Bilato, Claudio
AU  -  Corda, Marco
AU  -  De Luca, Leonardo
AU  -  Di Marco, Massimo
AU  -  Iacovoni, Attilio
AU  -  Milli, Massimo
AU  -  Pascale, Vittorio
AU  -  Riccio, Carmine
AU  -  Scicchitano, Pietro
AU  -  Tizzani, Emanuele
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Nardi, Federico
AU  -  Grimaldi, Massimo
AU  -  Oliva, Fabrizio
T1  -  Gestione organizzativa e funzionale dell’infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST in Italia: i risultati della survey nazionale “Caduti nella Rete”
PY  -  2026
Y1  -  2026-01-01
DO  -  10.1714/4618.46272
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  27
IS  -  1
SP  -  66
EP  -  76
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4618.46272
N2  -  Razionale. A differenza della rete per l’infarto miocardico con sopralivellamento del tratto ST (STEMI), in Italia la gestione del non-STEMI (NSTEMI) non è supportata da percorsi nazionali codificati, con possibili disomogeneità organizzative.Materiali e metodi. È stata condotta una survey ANMCO (15 domande) tra cardiologi ospedalieri per valutare logistica, criteri decisionali e tempi di accesso all’angiografia coronarica invasiva (ICA). Sono stati raccolti 539 questionari da centri Hub (65.1%) e Spoke (34.9%).Risultati. La teletrasmissione ECG è disponibile nel 90.9% dei casi; il trasferimento avviene prevalentemente in ambulanza medicalizzata. La tempistica dell’ICA è guidata da instabilità emodinamica e dinamica ST-T, mentre il punteggio GRACE è utilizzato in modo non sistematico. L’80.3% dei pazienti viene trasferito entro 24-48 h. Sono emerse marcate differenze regionali nella disponibilità h24 di sala di emodinamica, presenza di cardiochirurgia, modelli di trasporto e pratiche di rientro al centro Spoke.Conclusioni. La survey documenta buone dotazioni tecnologiche ma anche rilevante eterogeneità organizzativa nella gestione dell’NSTEMI in Italia. I risultati sostengono la necessità di protocolli condivisi, piattaforme di telecardiologia interoperabili e criteri uniformi per la stratificazione del rischio e i trasferimenti.
ER  -   
