TY  -  JOUR
AU  -  Casella, Gianni
AU  -  Tizzani, Emanuele
AU  -  Musumeci, Giuseppe
AU  -  Valente, Serafina
AU  -  Bilato, Claudio
AU  -  Corda, Marco
AU  -  De Luca, Leonardo
AU  -  Di Marco, Massimo
AU  -  Geraci, Giovanna
AU  -  Iacovoni, Attilio
AU  -  Milli, Massimo
AU  -  Navazio, Alessandro
AU  -  Pascale, Vittorio
AU  -  Riccio, Carmine
AU  -  Scicchitano, Pietro
AU  -  Nardi, Federico
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Grimaldi, Massimo
AU  -  Oliva, Fabrizio
T1  -  Position paper ANMCO: Stati Generali ANMCO 2024 – Continuare a migliorare l’outcome del paziente con cardiopatia acuta
PY  -  2025
Y1  -  2025-10-01
DO  -  10.1714/4570.45743
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  10
SP  -  776
EP  -  779
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/04
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4570.45743
N2  -  Negli ultimi anni si è osservato una costante riduzione della mortalità e morbilità in numerose patologie cardiovascolari. L’avvento delle reti ospedaliere ha permesso di ridurre i tempi del trattamento riperfusivo nei pazienti affetti da sindromi coronariche acute (SCA). Ad oggi però, solo la rete per l’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST, anche secondo l’ultimo Censimento delle Cardiologie, è ampiamente diffusa in Italia. Esistono invece numerose altre patologie cardiache acute per le quali non esiste una rete altrettanto diffusa e vi è grande disomogeneità tra le regioni. I dati del Piano Nazionale Esiti di AGENAS confermano queste lacune in particolar modo per le SCA senza sopraslivellamento del tratto ST e per lo shock cardiogeno. A questa constatazione si aggiunge la profonda trasformazione che le stesse unità di terapia intensiva cardiologica (UTIC) stanno subendo in questi ultimi anni. Le UTIC di oggi non sono più solo la sede del trattamento delle SCA, ma dovrebbero curare e monitorare anche altre cardiopatie acute, in particolar modo, l’insufficienza cardiaca acuta, lo shock cardiogeno, l’embolia polmonare a rischio intermedio-alto e le complicanze cardiache di patologie extracardiache instabili. Questo richiede importanti evoluzioni delle competenze cliniche, delle dotazioni tecnologiche e dell’organizzazione sanitaria. Scopo di questo lavoro è pertanto descrivere questa evoluzione clinica e organizzativa e individuare i percorsi, le interazioni necessarie con il territorio e gli indicatori per attuarle allo scopo di migliorare la prognosi dei pazienti con cardiopatia acuta.
ER  -   
