TY  -  JOUR
AU  -  Coccia, Michela Giovanna
AU  -  Scelsi, Laura
T1  -  Esperienza nel mondo reale dell’uso precoce di vericiguat nel worsening heart failure
PY  -  2025
Y1  -  2025-08-01
DO  -  10.1714/4551.45503
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  8
SP  -  1
EP  -  7
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4551.45503
N2  -  Razionale. Nonostante la terapia consigliata dalle attuali linee guida della Società Europea di Cardiologia sullo scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta (HFrEF), persiste un importante rischio residuo di eventi avversi, specialmente dopo un episodio di aggravamento dello scompenso cardiaco (worsening heart failure, WHF). Lo studio VICTORIA ha dimostrato il beneficio clinico dell’aggiunta di vericiguat in questa specifica popolazione di pazienti ad alto rischio di eventi. Tuttavia, l’adozione di tale strategia nella pratica clinica reale italiana non è stata fino ad ora descritta. Obiettivo della survey VeriChange è stato quello di analizzare l’uso di vericiguat nella realtà italiana dopo la pubblicazione dello studio VICTORIA e le nuove indicazioni delle linee guida. Materiali e metodi. La survey multicentrica VeriChange ha coinvolto 28 Centri del Nord Italia che si interessano di insufficienza cardiaca. Sono stati raccolti dati clinici anonimi aggregati su 389 pazienti con HFrEF e recente WHF. Il questionario includeva variabili demografiche, cliniche, terapeutiche ed eventi avversi.Risultati. Il 68% dei pazienti era in classe funzionale NYHA III-IV e il 77% presentava una frazione di eiezione ventricolare sinistra ≤35%. Vericiguat è stato prescritto nel 54% dei casi dopo il primo episodio di WHF e nel 50% durante l’ospedalizzazione. Il 56% dei pazienti ha raggiunto la dose target di 10 mg/die, solo il 3% dei pazienti ha sospeso il farmaco per mancata tollerabilità. La terapia è stata implementata in un contesto di alta aderenza alle linee guida. Conclusioni. Vericiguat è stato introdotto in modo precoce e sicuro nella pratica clinica italiana per pazienti con WHF, specialmente nei Centri di secondo e terzo livello. Rimane necessario promuovere una maggiore diffusione del farmaco e una precoce identificazione del WHF per ridurre il rischio residuo dei pazienti più fragili affetti da HFrEF.
ER  -   
