TY  -  JOUR
AU  -  Giubilato, Simona
AU  -  De Luca, Leonardo
T1  -  Icosapent etile per la riduzione del rischio cardiovascolare residuo
PY  -  2025
Y1  -  2025-08-01
DO  -  10.1714/4531.45332
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  8
SP  -  564
EP  -  575
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/03/09
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4531.45332
N2  -  Nonostante l’efficacia delle statine e dei più potenti farmaci ipolipemizzanti nel ridurre gli eventi cardiovascolari e rallentare la progressione dell’aterosclerosi, persiste un significativo rischio cardiovascolare residuo. Lo studio REDUCE-IT ha dimostrato che l’icosapent etile (IPE), un estere etilico altamente purificato dell’acido eicosapentaenoico (EPA), riduce significativamente il rischio degli endpoint compositi primari e secondari, tra cui eventi cardiovascolari maggiori e morte cardiovascolare, quando aggiunto a una statina rispetto al placebo. Questo beneficio clinico è superiore a quello che può derivare dalle moderate proprietà di riduzione dei trigliceridi da parte dell’IPE. Studi precedenti che hanno utilizzato formulazioni miste di acidi grassi omega-3 (EPA/acido docosaesaenoico [DHA]) o basse dosi di IPE non hanno dimostrato benefici simili, nonostante abbiano ottenuto riduzioni dei trigliceridi comparabili. Queste discrepanze hanno spinto a indagare sulle differenze meccanicistiche tra acidi grassi omega-3, poiché EPA e DHA presentano interazioni di membrana, prodotti metabolici, distribuzioni tissutali ed effetti biologici distinti. Inoltre, l’IPE esercita diverse azioni benefiche sull’aterosclerosi oltre alle sue proprietà di riduzione dei trigliceridi e dei livelli di particelle residue aterogeniche, come il miglioramento della funzione endoteliale, la riduzione dell’infiammazione e dello stress ossidativo, le proprietà antitrombotiche e il miglioramento della sensibilità all’insulina. Studi fisiopatologici, di imaging della placca e clinici supportano in maniera scientificamente plausibile il ruolo dell’IPE come potente agente antiaterosclerotico e di stabilizzazione di placca. Questa rassegna mira a sintetizzare le attuali evidenze riguardanti l’IPE ed esaminare le sue potenziali applicazioni alla luce delle raccomandazioni delle linee guida della Società Europea di Cardiologia e delle normative nazionali esistenti.
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