TY  -  JOUR
AU  -  Matteucci, Andrea
AU  -  Di Fusco, Stefania Angela
AU  -  Aiello, Alessandro
AU  -  Fedele, Silvio
AU  -  Aquilani, Stefano
AU  -  Nardi, Federico
AU  -  Colivicchi, Furio
T1  -  L’evoluzione della stratificazione del rischio cardiovascolare
PY  -  2025
Y1  -  2025-07-01
DO  -  10.1714/4525.45245
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  7
SP  -  3
EP  -  8
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/09/20
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4525.45245
N2  -  La stratificazione del rischio cardiovascolare rappresenta un elemento cardine nella prevenzione e nella gestione delle malattie aterosclerotiche. Negli ultimi anni, si è assistito a una profonda trasformazione dei modelli di valutazione del rischio, con il superamento di approcci statici e uniformi a favore di paradigmi dinamici, integrati e sempre più personalizzati. Strumenti come lo SCORE2, SCORE2-OP, SCORE2-Diabetes e SMART2 consentono oggi una stima più accurata e contestualizzata del rischio assoluto di eventi cardiovascolari, tenendo conto di variabili cliniche e demografiche come età, comorbilità, profilo metabolico e contesto geografico. In parallelo, l’uso di tecniche diagnostiche di imaging non invasivo, parametri quali il calcium score e lo spessore medio-intimale carotideo, e dei biomarcatori ha reso possibile l’identificazione precoce di soggetti a rischio apparentemente sani. Questo cambiamento passa anche dalla tradizionale categorizzazione della prevenzione in primaria e secondaria, in favore di una concezione più continua e sfumata della stratificazione del rischio. L’integrazione tra dati clinici e strumentali permette oggi una valutazione più fine e tempestiva del rischio, aprendo la strada a interventi preventivi più mirati, intensivi e precoci, volti a ridurre l’incidenza di eventi cardiovascolari e a migliorare in modo significativo la prognosi a lungo termine.
ER  -   
