TY  -  JOUR
AU  -  Nuzzi, Vincenzo
AU  -  Sciacca, Sergio
AU  -  Lucchino, Alessandro
AU  -  Manca, Paolo
AU  -  Panarello, Giovanna
AU  -  Rossetti, Matteo
AU  -  Fontana, Alessandra
AU  -  Leone, Simona
AU  -  Scarlata, Maria
AU  -  Bonicolini, Eleonora
AU  -  Mulè, Massimiliano
AU  -  Raffa, Giuseppe
AU  -  Morsolini, Marco
AU  -  Parisi, Francesca
AU  -  Cannata, Stefano
AU  -  Gandolfo, Caterina
AU  -  Burgio, Gaetano
AU  -  Musumeci, Francesco
AU  -  Faletra, Francesco F.
AU  -  Arcadipane, Antonio
AU  -  Pilato, Michele
AU  -  Cipriani, Manlio G.
T1  -  L’esperienza ISMETT con i supporti meccanici al circolo di lunga durata
PY  -  2025
Y1  -  2025-06-01
DO  -  10.1714/4501.45025
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  6
SP  -  441
EP  -  448
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4501.45025
N2  -  Razionale. L’insufficienza cardiaca avanzata rappresenta una condizione in cui le terapie farmacologiche hanno un impatto sulla prognosi limitato. I dispositivi di assistenza ventricolare sinistra (LVAD) hanno dimostrato di prolungare la sopravvivenza e migliorare la qualità di vita in questo scenario, in pazienti ben selezionati. La tecnologia degli LVAD si è evoluta, rendendo i dispositivi progressivamente più efficienti e gravati da meno complicanze.Materiali e metodi. Questo studio retrospettivo monocentrico analizza i risultati di impianti LVAD presso ISMETT, confrontando l’utilizzo di due dispositivi: HeartWare (HVAD) e HeartMate 3 (HM3). Le analisi sugli eventi sono state condotte considerando il primo anno di follow-up. L’evento primario considerato è la mortalità, mentre gli eventi secondari includono eventi avversi quali ictus, infezioni della driveline, scompenso cardiaco e trombosi di pompa.Risultati. Tra il 2010 e il 2024 sono stati impiantati 109 LVAD (10.75 impianti/anno). Il tasso di sopravvivenza a 1 anno è risultato superiore nei pazienti con HM3 (84.6%) rispetto a quelli con HVAD (78.6%). Gli eventi cerebrovascolari sono risultati significativamente meno frequenti nel gruppo HM3. Le infezioni della driveline sono risultate simili tra i due dispositivi. Il 15.7% dei pazienti portatori di HVAD è andato incontro a trombosi di pompa, mentre non sono state registrate trombosi di pompa nei pazienti HM3. Il rischio di sanguinamenti gastrointestinali è risultato significativamente più alto nei pazienti HVAD, mentre il rischio di insufficienza ventricolare destra era sovrapponibile tra i due gruppi.Conclusioni. Gli LVAD HM3 offrono un profilo di sicurezza superiore, con una riduzione della mortalità e delle complicanze rispetto ai dispositivi HVAD, riflettendo il progresso tecnologico nel supporto meccanico nell’insufficienza cardiaca avanzata. Lo studio fornisce nuovi dati sugli esiti dei pazienti con LVAD in Italia, contribuendo a migliorare le prospettive di trattamento per questa popolazione ad alto rischio.
ER  -   
