TY  -  JOUR
AU  -  Fortuni, Federico
AU  -  Petrina, Salvatore Massimo
AU  -  Nicolosi, Gian Luigi
T1  -  Applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’imaging cardiovascolare: vantaggi, limiti e sfide future
PY  -  2025
Y1  -  2025-06-01
DO  -  10.1714/4501.45017
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  6
SP  -  379
EP  -  387
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4501.45017
N2  -  L’intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente trasformando l’imaging cardiovascolare, offrendo soluzioni innovative per migliorare la precisione diagnostica, l’accuratezza prognostica e il processo decisionale terapeutico. Questa rassegna esplora il ruolo dell’IA nell’imaging cardiovascolare, evidenziando le sue applicazioni, i vantaggi, i limiti e le sfide future. La rassegna è divisa in diverse sezioni in base alla modalità di imaging trattata (ecocardiografia, tomografia computerizzata cardiaca e coronarica, risonanza magnetica cardiaca e medicina nucleare). Per ciascuna modalità, vengono analizzate le applicazioni dell’IA lungo l’intero percorso di cura del paziente: dalla selezione del paziente e acquisizione delle immagini, all’analisi quantitativa e qualitativa, al supporto nell’interpretazione, alla stratificazione prognostica, all’indirizzo terapeutico e all’integrazione con altri dati clinico-strumentali. Le applicazioni dell’IA mostrano un potenziale significativo nel semplificare i flussi di lavoro, migliorare l’accuratezza diagnostica e fornire approfondimenti avanzati per scenari clinici complessi. Tuttavia, è necessario affrontare diverse limitazioni. Ad esempio, molti algoritmi di IA sono sviluppati utilizzando dati provenienti da singoli centri ad alta esperienza, sollevando preoccupazioni sulla loro generalizzabilità nella pratica clinica quotidiana. In alcuni casi, questi algoritmi potrebbero anche produrre risultati fuorvianti. Inoltre, la natura “a scatola nera” di alcuni sistemi di IA pone delle sfide per i cardiologi, rendendo difficile la comprensione del processo di elaborazione dei dati e la correzione di eventuali discrepanze. È importante sottolineare che l’IA non deve sostituire il cardiologo, ma fungere da strumento complementare per velocizzare i compiti di routine, consentendo ai clinici di concentrarsi su casi complessi. Le sfide future per un utilizzo più diffuso e consapevole dell’IA nell’imaging cardiovascolare includono il coinvolgimento dei clinici nello sviluppo degli algoritmi e l’estensione dell’implementazione dell’IA anche nelle strutture periferiche. Questo approccio potrebbe migliorare l’accessibilità, la comprensione e l’applicabilità dell’IA nella pratica clinica quotidiana, democratizzando i suoi benefici e garantendo una sua integrazione equa nei sistemi sanitari.
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