TY  -  JOUR
AU  -  Chimenti, Cristina
AU  -  Iacovoni, Attilio
AU  -  Montalto, Andrea
AU  -  Emdin, Michele
AU  -  Olivotto, Iacopo
AU  -  Basso, Cristina
AU  -  De Chiara, Benedetta Carla
AU  -  Bottillo, Irene
AU  -  Ciampi, Claudio Mario
AU  -  Dellegrottaglie, Santo
AU  -  Di Marco, Massimo
AU  -  Gentile, Piero
AU  -  Girolami, Francesca
AU  -  Grammatico, Paola
AU  -  Iascone, Maria
AU  -  La Franca, Eluisa
AU  -  Lofiego, Carla
AU  -  Matteucci, Andrea
AU  -  Pasqualucci, Daniele
AU  -  Pentiricci, Samuele
AU  -  Perugini, Enrica
AU  -  Pieroni, Maurizio
AU  -  Quarta, Giovanni
AU  -  Re, Federica
AU  -  Scelsi, Laura
AU  -  Todiere, Giancarlo
AU  -  Alfarano, Maria
AU  -  De Gaspari, Monica
AU  -  Bilato, Claudio
AU  -  Corda, Marco
AU  -  De Luca, Leonardo
AU  -  Geraci, Giovanna
AU  -  Milli, Massimo
AU  -  Navazio, Alessandro
AU  -  Pascale, Vittorio
AU  -  Riccio, Carmine
AU  -  Scicchitano, Pietro
AU  -  Tizzani, Emanuele
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
AU  -  Nardi, Federico
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Grimaldi, Massimo
AU  -  Oliva, Fabrizio
T1  -  Position paper ANMCO:
Cardiomiopatia ipertrofica: dalla diagnosi al trattamento
PY  -  2025
Y1  -  2025-05-01
DO  -  10.1714/4488.44889
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  5
SP  -  356
EP  -  377
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4488.44889
N2  -  La cardiomiopatia ipertrofica è una cardiomiopatia genetica non rara, con una prevalenza stimata di 1:500, caratterizzata da un aumento dello spessore delle pareti del ventricolo sinistro, in assenza di aumentate condizioni di carico. L’ipertrofia è per lo più asimmetrica e interessa prevalentemente il setto basale e la parete anteriore. L’ostruzione al tratto di efflusso del ventricolo sinistro (LVOTO), a riposo o dopo manovre provocative, si riscontra in un elevato numero di pazienti e rappresenta la causa primaria di ridotta capacità funzionale, oltre ad essere un predittore indipendente di morte cardiaca improvvisa e insufficienza cardiaca avanzata. Fino a circa 1 anno fa i pazienti con LVOTO, sintomatici nonostante terapia massimale con beta-bloccanti o calcio-antagonisti, con o senza disopiramide, potevano essere trattati solo con terapia di riduzione del setto basale tramite miectomia o alcolizzazione settale. Attualmente, una nuova classe di farmaci inibitori della miosina cardiaca si è resa disponibile per questa categoria di pazienti.Alla luce delle nuove prospettive di trattamento, diventa di fondamentale importanza per il cardiologo il corretto inquadramento clinico-terapeutico dei pazienti affetti. Scopo di questo position paper è quello di aumentare le conoscenze dei cardiologi nell’ambito della cardiomiopatia ipertrofica, definendone le caratteristiche epidemiologiche, genetiche e patologiche, identificandone i criteri diagnostici e le metodiche strumentali in grado di stratificare il profilo di rischio, allo scopo di ottimizzare la terapia nel singolo paziente.
ER  -   
