TY  -  JOUR
AU  -  Chimenti, Cristina
AU  -  Porcari, Aldostefano
AU  -  Cittar, Marco
AU  -  Aimo, Alberto
AU  -  Musca, Francesco
AU  -  Cipriani, Alberto
AU  -  Zuin, Marco
AU  -  Longhi, Simone
AU  -  Di Lenarda, Andrea
AU  -  Merlo, Marco
AU  -  Iacoviello, Massimo
AU  -  Canepa, Marco
AU  -  Limongelli, Giuseppe
AU  -  Emdin, Michele
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Perrone Filardi, Pasquale
AU  -  Oliva, Fabrizio
AU  -  Sinagra, Gianfranco
T1  -  Diagnosi e cura dell’amiloidosi cardiaca in Italia: 
risultati della survey della Rete Italiana dell’Amiloidosi Cardiaca (RIAC)
PY  -  2025
Y1  -  2025-05-01
DO  -  10.1714/4488.44888
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  5
SP  -  347
EP  -  355
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4488.44888
N2  -  Razionale. La survey nazionale dei Centri Amiloidosi SIC-ANMCO è nata dalla volontà di realizzare una mappatura geografica dei centri che identificano e seguono i pazienti con amiloidosi cardiaca in Italia e di descriverne le capacità diagnostiche e l’organizzazione multidisciplinare. Materiali e metodi. La survey è stata somministrata a 212 centri distribuiti su tutto il territorio italiano. Alla survey hanno risposto 153 centri (72%), di cui 31/35 (89%) a gestione universitaria e 122/177 (69%) a gestione ospedaliera. Risultati. Dai risultati è emersa una prevalenza di centri nel Nord e Centro rispetto al Sud e Isole, evidenziando una maggiore afferenza dei pazienti in ambulatori scompenso cardiaco/cardiomiopatie nei centri a gestione ospedaliera (53%) e in ambulatori dedicati all’amiloidosi nei centri a gestione universitaria (71%). La maggior parte dei centri ha al suo interno una rete di collaborazione multidisciplinare con il neurologo (82% in totale, 97% a gestione universitaria e 78% a gestione ospedaliera) e l’ematologo (69% in totale, nel 94% e 63%, rispettivamente) e ha la possibilità di eseguire in sede risonanza magnetica cardiaca (74%, nel 94% e 68%, rispettivamente) e scintigrafia con tracciante osseo (52%, nel 91% e 44%, rispettivamente), o in alternativa riferisce i pazienti ad altri centri grazie a collaborazioni ben strutturate o occasionali. Al contrario, solo una minoranza di centri esegue biopsia endomiocardica (31%, 71% a gestione universitaria e 20% a gestione ospedaliera) e un numero ancora minore di centri a gestione universitaria esegue tecniche sofisticate di tipizzazione tissutale dell’amiloide con “immunogold labeling” (11%) e spettrometria di massa (4%).Conclusioni. L’analisi della survey ha fornito importanti informazioni sulla realtà italiana attuale sottolineando l’importanza di una collaborazione integrata tra i vari livelli della Rete, per garantire i migliori percorsi e le migliori cure possibili a tutti i pazienti con amiloidosi.
ER  -   
