TY  -  JOUR
AU  -  Carigi, Samuela
AU  -  Rizzello, Vittoria
AU  -  De Maria, Renata
AU  -  Limonta, Raul
AU  -  Orso, Francesco
AU  -  Bianco, Matteo
AU  -  De Gennaro, Luisa
AU  -  Matassini, Maria Vittoria
AU  -  Manca, Paolo
AU  -  Di Nora, Concetta
AU  -  Tinti, Maria Denitza
AU  -  Palmieri, Vittorio
AU  -  Navazio, Alessandro
AU  -  Geraci, Giovanna
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Grimaldi, Massimo
AU  -  Oliva, Fabrizio
AU  -  Gori, Mauro
T1  -  Il follow-up del paziente con scompenso cardiaco 
acuto e cronico: stratificazione del rischio 
per diversificare il percorso
PY  -  2025
Y1  -  2025-04-01
DO  -  10.1714/4464.44613
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  4
SP  -  237
EP  -  250
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4464.44613
N2  -  Lo scompenso cardiaco rappresenta una patologia ad elevato impatto clinico-assistenziale. Attualmente l’incidenza in Europa è di circa 5/1000 persone/anno nella popolazione adulta, con una prevalenza dell’1-2%. La prognosi è gravata da un tasso di mortalità e di ospedalizzazione ancora alto. La fase immediatamente successiva all’ospedalizzazione viene definita come “periodo vulnerabile”, perché caratterizzata dal maggior numero di eventi clinici: rischio di riospedalizzazione e di morte rispettivamente del 30% e 10%. La presa in carico del paziente in questa fase è cruciale e deve essere affiancata da un processo di stratificazione del rischio, indispensabile per pianificare un follow-up quanto più possibile personalizzato, necessario anche per l’ottimizzazione delle risorse. Nella fase cronica della malattia, la stratificazione del rischio appare analogamente importante, in quanto potrebbe rappresentare uno strumento di supporto nella transizione del paziente dall’ospedale al territorio.Scopi di questa rassegna sono rivedere le raccomandazioni per il follow-up delle linee guida europee ed americane, descrivere gli strumenti a disposizione del clinico per stratificare la prognosi e diversificare il percorso, ed infine ipotizzare uno schema di follow-up sia nel contesto post-acuto che cronico.
ER  -   
