TY  -  JOUR
AU  -  D’Elia, Emilia
AU  -  Benvenuto, Manuela
AU  -  Battistoni, Ilaria
AU  -  Cittar, Marco
AU  -  Tagliamonte, Gianluigi
AU  -  Masarone, Daniele
AU  -  Halasz, Geza
AU  -  Limonta, Raul
AU  -  De Gennaro, Luisa
AU  -  De Maria, Renata
AU  -  Carigi, Samuela
AU  -  Bianco, Matteo
AU  -  Di Nora, Concetta
AU  -  Manca, Paolo
AU  -  Matassini, Maria Vittoria
AU  -  Rizzello, Vittoria
AU  -  Palmieri, Vittorio
AU  -  Bilato, Claudio
AU  -  Geraci, Giovanna
AU  -  Gori, Mauro
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Grimaldi, Massimo
AU  -  Oliva, Fabrizio
AU  -  Iacoviello, Massimo
AU  -  a nome dell’Area Scompenso Cardiaco e dell’Area Cardiorenale e Metabolica ANMCO
T1  -  Ruolo dell’infiammazione nello scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata: 
dalle interazioni nefro-metaboliche alle implicazioni terapeutiche future
PY  -  2025
Y1  -  2025-04-01
DO  -  10.1714/4464.44612
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  4
SP  -  223
EP  -  236
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4464.44612
N2  -  Lo scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata (HFpEF) è un’entità clinica complessa, frequentemente associata a malattia renale cronica (CKD). Studi recenti indicano che il 50-60% dei pazienti con HFpEF presenta anche CKD, ed anche la prevalenza di HFpEF nei pazienti con CKD è consistente. L’infiammazione sistemica cronica di basso grado è comune in entrambe le condizioni ed è correlata a fattori di rischio come obesità, insulino-resistenza e diabete. L’iperattivazione del recettore dei mineralcorticoidi gioca un ruolo centrale in questo processo, contribuendo alla fibrosi interstiziale e all’infiammazione. Altri fattori, inclusi l’acidosi metabolica, la disbiosi intestinale e la ridotta espressione della proteina α-Klotho, amplificano la risposta infiammatoria. Tale infiammazione sistemica riduce la produzione di ossido nitrico, compromettendo la funzione diastolica cardiaca e concorrendo, insieme con la sindrome metabolica e l’invecchiamento, ad aggravare ulteriormente la già complessa patologia cardiaca. Le strategie terapeutiche volte a ridurre l’infiammazione, come gli inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone e gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2, mostrano un potenziale promettente. Inoltre, l’uso di farmaci antinfiammatori e nuovi interventi per ripristinare l’equilibrio del microbiota intestinale potrebbero offrire nuove opportunità per migliorare la prognosi nei pazienti con HFpEF e CKD. Ulteriori studi sono necessari per chiarire l’efficacia clinica di questi approcci e il loro ruolo nell’ottimizzazione della gestione di questa popolazione complessa.
ER  -   
