TY  -  JOUR
AU  -  Enea, Iolanda
AU  -  Vedovati, Maria Cristina
AU  -  Scelsi, Laura
AU  -  Garascia, Andrea
AU  -  Caravita, Sergio
AU  -  Picariello, Claudio
AU  -  a nome dell’Area Malattie del Circolo Polmonare ANMCO
T1  -  Gestione clinico-strumentale e della terapia anticoagulante nel follow-up del paziente con embolia polmonare: i risultati della survey “FOLLOW-EP” promossa dall’Area Malattie del Circolo Polmonare ANMCO
PY  -  2025
Y1  -  2025-03-01
DO  -  10.1714/4454.44488
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  3
SP  -  195
EP  -  204
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4454.44488
N2  -  Razionale. La gestione del follow-up del paziente con embolia polmonare (EP) è cruciale per ridurre il rischio di recidiva e identificare precocemente chi sviluppa ipertensione polmonare. Tuttavia questa fase rimane poco standardizzata. Materiali e metodi: L’Area Malattie del Circolo Polmonare ANMCO con il Centro Studi ANMCO ha inviato un questionario “web-based” di 16 domande a tutti i soci ANMCO per conoscere la loro esperienza in alcuni contesti del follow-up dell’EP e l’aderenza alle linee guida. Risultati. Su 4488 invii hanno risposto in 294 (6.5%) di cui il 69% erano cardiologi. Un ambulatorio per il follow-up dell’EP non è presente nel 43% dei centri, nel 28% è presente in forma strutturata e nel 27% solo come ambulatorio per la terapia anticoagulante (AC). Il medico di riferimento è un cardiologo nel 68%. La prima visita dopo EP viene effettuata in genere a 3 mesi (60%). Il profilo di rischio emorragico e di recidiva vengono valutati nel 63% e 36% dei casi, rispettivamente. Lo screening trombofilico guida la sospensione della AC dopo un’EP idiopatica (47%), soprattutto nelle donne e nei giovani (55%). I fattori di rischio associati all’evento indice sono determinanti per la prosecuzione della AC nell’EP da estroprogestinici (69%) così come nell’EP incidentale (80%). Nella fase estesa, l’anticoagulante orale diretto (DOAC) viene utilizzato a dose ridotta nel 45% dei casi in accordo con i dati della letteratura e nel 40% per l’elevato rischio emorragico. Nei pazienti con cancro attivo il 47% prosegue a tempo indefinito il DOAC a dose piena, il 36% a dose ridotta. Nel 93% dei casi la dispnea da sforzo nel follow-up induce la richiesta di esami strumentali: una scintigrafia ventilo-perfusiva solo nel 44%, mentre un’angio-tomografia computerizzata polmonare nel 34%. Conclusioni. I dati raccolti dimostrano ampia eterogeneità nella gestione del follow-up dell’EP. Ambulatori dedicati e percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali locali sono auspicabili nella presa in carico del paziente dopo un episodio di EP.
ER  -   
