TY  -  JOUR
AU  -  Matassini, Maria Vittoria
AU  -  Manca, Paolo
AU  -  Limonta, Raul
AU  -  Marini, Marco
AU  -  Orso, Francesco
AU  -  Carigi, Samuela
AU  -  Di Nora, Concetta
AU  -  De Gennaro, Luisa
AU  -  Tinti, Maria Denitza
AU  -  Bianco, Matteo
AU  -  Rizzello, Vittoria
AU  -  Palmieri, Vittorio
AU  -  De Maria, Renata
AU  -  Iacovoni, Attilio
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Grimaldi, Massimo
AU  -  Oliva, Fabrizio
AU  -  Gori, Mauro
T1  -  Worsening heart failure: definizione, gestione e trattamento
PY  -  2025
Y1  -  2025-03-01
DO  -  10.1714/4454.44486
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  3
SP  -  173
EP  -  184
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4454.44486
N2  -  L’insufficienza cardiaca (IC) è una sindrome clinica con alta morbilità e mortalità, caratterizzata da fasi di relativa stabilità clinica e fasi di aggravamento. Queste fasi di aggravamento clinico vengono riconosciute con il termine inglese worsening heart failure (WHF). Il WHF è attualmente definito come un peggioramento dei segni e sintomi di scompenso cardiaco, accompagnati dalla necessità di intensificazione della terapia medica, spesso identificata da un incremento della terapia diuretica. Gli episodi di WHF rappresentano, sia in caso di ospedalizzazione del paziente, sia in caso di una sua gestione ambulatoriale, un dato clinico di progressione dell’IC, e conferiscono un netto peggioramento della prognosi. Seppure l’impatto prognostico del WHF sia stato ampiamente documentato in letteratura, la sua attuale definizione presenta dei limiti, e la sua gestione rimane subottimale e non standardizzata, specialmente nel contesto ambulatoriale. Inoltre, intercettare gli episodi di WHF in fase iniziale, prevenendo la possibile ospedalizzazione del paziente, rimane un punto cruciale per il miglioramento prognostico, e risulta ancora poco sottolineato nei grandi trial clinici sull’IC. Questa rassegna si propone di riportare la prevalenza del WHF, i limiti della sua attuale definizione e i suggerimenti per l’adeguata gestione degli episodi di WHF, con particolare attenzione sul suo riconoscimento in fase precoce ed extraospedaliera.
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