TY  -  JOUR
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Di Fusco, Stefania Angela
T1  -  Stratificazione del rischio cardiovascolare:
dagli algoritmi al fenotipo clinico
PY  -  2025
Y1  -  2025-01-01
DO  -  10.1714/4425.44224
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  26
IS  -  1
SP  -  1
EP  -  5
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4425.44224
N2  -  Per un’appropriata implementazione delle strategie di prevenzione cardiovascolare sia primaria che secondaria è necessario definire il rischio cardiovascolare del singolo individuo. In considerazione del fatto che la malattia aterosclerotica cardiovascolare ha un’origine multifattoriale, la stratificazione del rischio deve prendere in considerazione i diversi fattori di rischio sia quelli non modificabili come l’età, che quelli modificabili, quali il colesterolo, il diabete, la pressione arteriosa, il fumo di sigaretta e il peso corporeo. Per la definizione del rischio del singolo individuo di avere un evento cardiovascolare entro 10 anni, le linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC), in caso di soggetto apparentemente sano, raccomandano l’utilizzo di specifici score di rischio a seconda della fascia di età del paziente (SCORE2 tra 40 e 69 anni, SCORE2-OP ≥70 anni). Per i pazienti diabetici senza evidenza di malattia cardiovascolare è raccomandato l’utilizzo dello SCORE2-Diabetes. Nella pratica clinica l’utilizzo dell’applicazione ESC CVD Risk Calculation, inserendo tutti i parametri richiesti dai differenti score, consente una rapida stima del rischio individuale. I pazienti con malattia cardiovascolare accertata hanno tutti un rischio cardiovascolare molto alto.
ER  -   
