TY  -  JOUR
AU  -  Sacchetta, Giorgio
AU  -  Laterra, Giulia
AU  -  Barrano, Giombattista
AU  -  Artale, Claudia
AU  -  Contarini, Marco
T1  -  Chiusura dell’auricola sinistra guidata da sonda ecocardiografica intracardiaca con approccio transesofageo
PY  -  2024
Y1  -  2024-11-01
DO  -  10.1714/4371.43685
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  25
IS  -  11
SP  -  29
EP  -  33
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4371.43685
N2  -  La fibrillazione atriale è l’aritmia cardiaca più comune negli adulti e aumenta di 5 volte il rischio di ictus. Nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare, la localizzazione di trombo più probabile è l’auricola sinistra. Per questo motivo, la chiusura dell’auricola sinistra (LAAC) rappresenta un’alternativa efficace agli anticoagulanti orali nei pazienti che presentano controindicazioni relative o assolute alla terapia anticoagulante. L’utilizzo dell’ecocardiografia transesofagea (ETE) è considerata la modalità di imaging “gold standard” per guidare la LAAC. Tuttavia, nell’approccio ETE sono spesso necessarie l’anestesia generale e l’intubazione tracheale, aumentando i rischi nei pazienti anziani. Esiste un bisogno insoddisfatto di superare questi limiti individuando un “approccio minimalista” ideale per guidare la LAAC. L’ecocardiografia intracardiaca (ICE) rappresenta un approccio minimalista ma soffre della mancanza di standardizzazione e può comportare una qualità dell’immagine inferiore rispetto all’ETE. Un altro approccio innovativo è rappresentato dall’utilizzo dell’ICE per via transesofagea (TE-ICE), già validato per identificare la presenza di trombi in auricola sinistra e per eseguire altre procedure. In questo articolo suggeriamo che la TE-ICE potrebbe essere una buona tecnica di imaging alternativa per guidare la procedura LAAC senza anestesia generale. Nello studio DIONISIO è stata dimostrata la sicurezza e l’efficacia di questa tecnica nel guidare la LAAC. È necessario comunque un campione più ampio e uno studio di comparazione con la metodica “gold standard” per validarla.
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