TY  -  JOUR
AU  -  Mazzarotto, Pietro
AU  -  Ghizzardi, Greta
AU  -  Monza, Giovanni
AU  -  Granata, Giuseppina
AU  -  Generati, Greta
AU  -  Randazzo, Davide
AU  -  Saronio, Marta
AU  -  Corciu, Anca Irina
T1  -  Appropriatezza delle richieste di prestazioni cardiologiche ambulatoriali urgenti e impatto sulle liste di attesa: l’esperienza dell’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale della Provincia di Lodi
PY  -  2024
Y1  -  2024-09-01
DO  -  10.1714/4318.43043
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  25
IS  -  9
SP  -  685
EP  -  689
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4318.43043
N2  -  Razionale. Nell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di Lodi, la Struttura Complessa di Cardiologia è chiamata a garantire assistenza a pazienti con quadri clinici che vertono dall’emergenza alla cronicità. Il modello dei Raggruppamenti Omogenei di Attesa (RAO) dovrebbe guidare l’appropriatezza delle prescrizioni di prestazioni di classe U (urgente), B (breve), D (differibile) e P (programmata). Il presente studio ha l’obiettivo di descrivere le caratteristiche del processo di prescrizione e di erogazione delle prestazioni ambulatoriali cliniche e strumentali cardiologiche con priorità U e B nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024 con particolare riferimento all’analisi dell’appropriatezza clinica delle prestazioni richieste e erogate.Materiali e metodi. È stato condotto uno studio osservazionale prospettico. I dati informatizzati sono stati estratti in forma anonima dal Controllo Gestione aziendale e forniti previa autorizzazione del Data Protection Officer.Risultati. Nel trimestre osservato sono state erogate dalla Struttura Complessa di Cardiologia 7379 prestazioni ambulatoriali. Delle 123 prestazioni con priorità U, 94 (76.4%) sono state gestite dal Centro Unico Prenotazioni (CUP) e 29 (23.6%) extra-CUP. Delle 529 prestazioni con priorità B, 504 (95%) sono state gestite dal CUP e 25 (5%) extra-CUP. Le richieste con priorità U erano riferite prevalentemente alla prestazione di ECG (n = 50; 40.6%) e prima visita cardiologica (n = 46; 37.4%). Il 50% delle richieste U e B sono state prescritte rispettivamente dal 4% e 8% dei medici di medicina generale. La priorità prescritta, seguendo il modello RAO era corretta per il 13% delle richieste (n = 64). Conclusioni. Questo studio dimostra un utilizzo ampiamente inappropriato delle risorse destinate alle prestazioni cardiologiche ambulatoriali urgenti. Per l’ottimizzazione delle risorse in ambito cardiologico sono necessarie azioni volte a promuovere l’aderenza al Manuale RAO e il potenziamento del servizio di teleconsulto, attualmente limitato all’area dello scompenso cardiaco.
ER  -   
