TY  -  JOUR
AU  -  Ciliberti, Giuseppe
AU  -  Abrignani, Maurizio Giuseppe
AU  -  Zilio, Filippo
AU  -  Temporelli, Pier Luigi
AU  -  Ciccirillo, Francesco
AU  -  Fortuni, Federico
AU  -  Binaghi, Giulio
AU  -  Iannopollo, Gianmarco
AU  -  Cappelletto, Chiara
AU  -  Albani, Stefano
AU  -  Maloberti, Alessandro
AU  -  Ceriello, Laura
AU  -  Musella, Francesca
AU  -  Manfredi, Roberto
AU  -  Scicchitano, Pietro
AU  -  Riccio, Carmine
AU  -  Grimaldi, Massimo
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Oliva, Fabrizio
AU  -  a nome dell’Area Giovani e dell’Area Cronicità Cardiologica ANMCO
T1  -  Sostanze d’abuso e rischio cardiovascolare: 
gli energy drinks
PY  -  2024
Y1  -  2024-08-01
DO  -  10.1714/4309.42924
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  25
IS  -  8
SP  -  546
EP  -  556
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4309.42924
N2  -  Il consumo di energy drinks (ED) è in costante aumento negli ultimi anni, in particolare tra i giovani. Questo fenomeno potrebbe costituire un problema di salute pubblica, in quanto sono in aumento le segnalazioni di eventi avversi cardiovascolari, anche gravi, che includono aritmie, infarto del miocardio, cardiomiopatie e morte cardiaca improvvisa. Le sostanze contenute negli ED comprendono caffeina, taurina, zuccheri, vitamine del gruppo B e fitoderivati, i quali, specie se assunti in grandi quantità e in un breve lasso temporale, potrebbero causare o slatentizzare patologie cardiovascolari attraverso vari meccanismi d’azione come l’aumento della pressione arteriosa e il prolungamento dell’intervallo QT. Sebbene vi siano ancora molte questioni aperte sugli ED che richiedono ulteriori studi specifici, vi è una stringente necessità di campagne informative ed educazionali per i consumatori, nonché di azioni normative, in particolare per quanto riguarda la trasparenza sulla composizione di tali bevande e l’etichettatura con chiaro riferimento ai possibili effetti avversi, al fine di ridurre il rischio di problematiche cardiovascolari, in particolare nelle categorie a rischio.
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