TY  -  JOUR
AU  -  Sena, Giuseppe
AU  -  Ruotolo, Irene
AU  -  Zaccaro, Andrea
AU  -  Ponziani, Alberto
AU  -  Saturi, Giulia
AU  -  Gagliardi, Christian
AU  -  Biagini, Elena
AU  -  Longhi, Simone
T1  -  Amiloidosi cardiaca e stenosi valvolare aortica: 
quale legame?
PY  -  2024
Y1  -  2024-07-01
DO  -  10.1714/4282.42635
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  25
IS  -  7
SP  -  483
EP  -  490
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4282.42635
N2  -  La stenosi valvolare aortica e l’amiloidosi cardiaca (in particolare la forma transtiretino-relata) sono patologie spesso associate e condividono un comune profilo clinico e demografico. Sono state formulate diverse ipotesi fisiopatologiche sulle cause di questa associazione, ognuna delle quali valida dal punto di vista teorico, ma non completamente dimostrata sul piano pratico. Il punto di partenza per rilevare la coesistenza di amiloidosi cardiaca e stenosi valvolare aortica è il sospetto clinico. Grazie all’aiuto di “red flags” cliniche, elettrocardiografiche, ecocardiografiche ed extracardiache è possibile generare l’ipotesi di concomitante amiloidosi cardiaca in pazienti affetti da stenosi valvolare aortica. Il successivo iter diagnostico non invasivo è spesso sufficiente per raggiungere una diagnosi di certezza. L’identificazione precoce della coesistenza di queste due condizioni è fondamentale, in quanto la presenza di entrambe le patologie influisce negativamente sulla prognosi, soprattutto in assenza di trattamento. I dati disponibili documentano un effetto favorevole in termini di sopravvivenza ed eventi cardiovascolari della correzione percutanea della valvulopatia anche nei pazienti con concomitante amiloidosi cardiaca. Allo stato attuale, pertanto, il trattamento percutaneo della valvulopatia è considerato la principale opzione terapeutica. Successivamente sembra ragionevole intraprendere un trattamento “disease-modifying” per l’amiloidosi da transtiretina, con l’obiettivo di ritardarne la progressione e migliorarne l’outcome, anche se non sono ancora disponibili dati specifici in merito.
ER  -   
