TY  -  JOUR
AU  -  Bolognese, Leonardo
AU  -  Reccia, Matteo Rocco
T1  -  Vitalità miocardica: quando cercarla, in che modo e quale valore prognostico ai fini della rivascolarizzazione
PY  -  2024
Y1  -  2024-07-01
DO  -  10.1714/4282.42634
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  25
IS  -  7
SP  -  475
EP  -  482
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4282.42634
N2  -  La disfunzione ischemica del ventricolo sinistro deriva dalla combinazione di fibrosi e aree di miocardio disfunzionale ma vitale che possono migliorare la funzione contrattile con la rivascolarizzazione. Il paradigma tradizionale afferma che il miglioramento della funzione dopo la rivascolarizzazione è in grado di influenzare favorevolmente la prognosi e che la valutazione della vitalità miocardica ha un ruolo chiave nel predire il beneficio del trattamento e, pertanto, è un requisito essenziale che condiziona le scelte terapeutiche. Una serie di studi osservazionali retrospettivi ha supportato questa “ipotesi della vitalità”. Tuttavia, studi prospettici randomizzati non hanno confermato l’interazione tra la vitalità miocardica e l’effetto del trattamento, mettendo in discussione il recupero della funzione ventricolare sinistra quale principale meccanismo attraverso il quale la rivascolarizzazione migliora la prognosi. È pertanto necessario un innovativo cambiamento fisiopatologico del paradigma tradizionale passando dalla valutazione della vitalità come variabile dicotomica a un approccio più completo fondato su un concetto alternativo secondo cui l’obiettivo principale della rivascolarizzazione è prevenire ulteriori danni proteggendo il miocardio vitale residuo da successivi eventi coronarici acuti e prevenendo le aritmie ventricolari.
ER  -   
