TY  -  JOUR
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
AU  -  Turazza, Fabio Maria
AU  -  Ameri, Pietro
AU  -  Alings, Marco
AU  -  Collins, Ronan
AU  -  De Luca, Leonardo
AU  -  Di Nisio, Marcello
AU  -  Lucci, Donata
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Janssens, Stefan
AU  -  Parrini, Iris
AU  -  Pinto, Fausto J.
AU  -  Zamorano, Jose Luis
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  a nome dei Ricercatori BLITZ-AF Cancer
T1  -  Studio BLITZ-AF Cancer: un progetto di ricerca osservazionale internazionale sui pazienti con fibrillazione atriale e cancro
PY  -  2024
Y1  -  2024-05-01
DO  -  10.1714/4252.42297
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  25
IS  -  5
SP  -  340
EP  -  345
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4252.42297
N2  -  Razionale. Il cancro è un’importante condizione associata allo sviluppo di fibrillazione atriale (FA). Obiettivi dello studio BLITZ-AF Cancer sono stati raccogliere informazioni di “real-life” sul profilo clinico e sull’uso di farmaci antitrombotici nei pazienti con FA e cancro per migliorarne la gestione clinica, nonché valutare l’associazione tra diversi trattamenti antitrombotici (o la loro assenza) e i principali eventi clinici. Materiali e metodi. Studio multinazionale europeo, multicentrico, prospettico, non interventistico condotto in pazienti con FA (confermata all’ECG) e cancro insorto entro 3 anni. In tutti i pazienti arruolati sono stati calcolati il CHA2DS2-VASc e l’HAS-BLED score.Risultati. Da giugno 2019 a luglio 2021 sono stati arruolati 1514 pazienti, 36.5% donne, provenienti da 112 cardiologie in 6 paesi europei (Italia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo e Irlanda). L’Italia ha arruolato 971 pazienti in 77 centri. Età media dei pazienti 74 ± 9 anni, di cui il 20.9% affetto da scompenso cardiaco, il 18.1% da cardiopatia ischemica, il 9.8% da arteriopatia periferica e il 38.5% da patologie valvolari. Il 41.5% dei pazienti aveva un CHA2DS2-VASc score ≥4. Le neoplasie più rappresentate erano a carico del polmone (14.9%), del tratto colon-rettale (14.1%), della prostata (8.8%) o un linfoma non-Hodgkin (8.1%). Prima dell’arruolamento il 16.6% dei pazienti non assumeva terapia antitrombotica, mentre il 22.7% era in terapia con antiaggreganti e/o eparina a basso peso molecolare. Dopo l’arruolamento queste percentuali sono diminuite al 7.7% e 16.6% rispettivamente e, di pari passo, è aumentata dal 48.4% al 68.4% la percentuale dei pazienti in terapia con anticoagulanti orali diretti (DOAC), anche a scapito di quelli in terapia con antagonisti della vitamina K.Conclusioni. Lo studio BLITZ-AF Cancer, che ha arruolato pazienti con diagnosi di FA e cancro, mette in evidenza che l’utilizzo dei DOAC da parte dei cardiologi in questo contesto clinico è aumentato, nonostante le linee guida sulla FA non diano delle precise indicazioni circa la terapia anticoagulante orale nei pazienti con cancro.
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