TY  -  JOUR
AU  -  Arca, Marcello
AU  -  Averna, Maurizio
AU  -  Borghi, Claudio
AU  -  Lettino, Maddalena
AU  -  Perrone Filardi, Pasquale
AU  -  Alberti, Antonia
AU  -  Bilato, Claudio
AU  -  Calabrò, Paolo
AU  -  Carubbi, Francesca
AU  -  Ciccone, Marco Matteo
AU  -  Cipollone, Francesco
AU  -  Citroni, Nadia
AU  -  De Luca, Leonardo
AU  -  Giaccari, Andrea
AU  -  Iannuzzo, Gabriella
AU  -  Maloberti, Alessandro
AU  -  Marcucci, Rossella
AU  -  Pignatelli Spinazzola, Pasquale
AU  -  Pirro, Matteo
AU  -  Pisciotta, Livia
AU  -  Sarullo, Filippo
AU  -  Sciacqua, Angela
AU  -  Suppressa, Patrizia
AU  -  Varbella, Ferdinando
AU  -  Werba, José Pablo
AU  -  Zambon, Alberto
T1  -  Come superare le barriere all’implementazione delle strategie di prevenzione e cura della malattia cardiovascolare aterosclerotica mediante terapia ipolipemizzante
PY  -  2023
Y1  -  2023-10-01
DO  -  10.1714/4100.40977
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  24
IS  -  10
SP  -  770
EP  -  780
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4100.40977
N2  -  A causa dello scarso controllo dei fattori di rischio modificabili per l’aterosclerosi, le patologie cardiovascolari su base aterosclerotica si mantengono al primo posto tra le cause di morte. Il ruolo cardine nella genesi della patologia cardiovascolare aterosclerotica è svolto dai livelli elevati di colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità, che costituisce anche il principale obiettivo delle strategie di prevenzione. Il trattamento ipolipemizzante si è dimostrato efficace nella prevenzione cardiovascolare, ma la scarsa propensione dei medici a prescrivere un regime intensivo, la ridotta aderenza dei pazienti alla terapia, il carico polifarmacologico tipico del paziente a rischio elevato e il timore per gli effetti avversi delle statine costituiscono ancora forti barriere all’ottimizzazione terapeutica. In questa rassegna approfondiremo tali problematiche alla luce delle nuove possibili strategie per la loro risoluzione, ipotizzando un approccio integrato che dovrebbe comprendere da una parte interventi organizzativi e gestionali, dall’altra un maggior utilizzo delle nuove opzioni farmacologiche disponibili.
ER  -   
